lunedì 31 agosto 2015

Wrap-up Agosto!

Buon pomeriggio a tutti! ♥ Sono stra-eccitata perché finalmente posso fare anche io un wrap-up *-* Me li guardo sempre su YouTube e li leggo spesso qui sulla blogosfera ma non sono mai riuscita a farne uno, o perché non leggo abbastanza o perché durante l'anno non riesco
Ma questo mese ho letto ben nove libri, che per me è tipo un record! Sono finalmente riuscita a leggere un po' di più! Quasi mi sembra un miracolo! I libri sono in ordine di lettura

 Paper Towns, di John Green ★★☆☆☆ 
Come forse sapete (ho fatto sia una video-recensione, che una recensione qui sul blog), questo libro non mi è piaciuto. L'ho trovato molto noioso e decisamente ripetitivo. Ho adorato l'idea delle "città di carta", l'ho trovata molto originale. Ma il libro -in tutto: stile, descrizioni, personaggi, battute di cattivo gusto- non mi è piaciuto quasi per nulla.

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Shatter Me (Schegge di Me), di Tahereh Mafi 
Pur essendo uno dei miei libri preferiti in assoluto non l'ho mai recensito. L'ho letto, riletto, stra-letto, eppure ogni volta è come se fosse la prima. È così bello, ci sono delle frasi semplicemente meravigliose. Inoltre adoro lo stile dell'autrice: è così poetico, così profondo. Stupendo.

Destroy Me, di Tahereh Mafi 
Questo è un brevissimo spin-off tra Shatter Me e Unravel me, narrato dal punto di vista di quel gran pezzo di ragazzo bellissimo perfettissimo adoratissimo Warner. Finalmente una delle cotte più frequenti delle lettrici YA/Distopico riesce ad avere un po' di spazio per sè. In questo viene fuori il vero Warner: non troppo severo ed insensibile come era sembrato nel primo libro della trilogia.

Unravel Me, di Tahereh Mafi 
Dio solo sa quanto ho sclerato per questo libro. Il finale è una bomba e i personaggi sono a dir poco fantastici. Juliette mi ha veramente annoiato e fatto arrabbiare in certi punti del libro, tutti molto simili e ripetitivi. Ma non per questo il libro non mi è piaciuto, anzi, l'ho adorato. Se lo avete letto, capite i miei feels per la scena "I want to be your best friend in the entire world". Capitemi.

Fracture Me, di Tahereh Mafi 
Altro brevissimo spin-off, questa volta narrato dal punto di vista di Adam. Non mi è affatto piaciuto. L'ho trovato molto confuso e decisamente scritto male. Secondo me l'autrice ha dovuto scriverlo, perché in un qualche modo doveva pur far sapere cosa era successo mentre succedevano cose ad una certa persona nel finale di Unravel Me. Eh.


END Elisabeth, di Barbara Canepa & Anna Merli 
Ho questo grapic novel da quando c'è stata la Fiera del Libro a Torino e l'ho letto solo che l'altro giorno >.< Ne avevo sentito parlare tantissimo, e sono rimasta subito affascinata dallo stile dei disegni, che è veramente meraviglioso. Qui potete guardarne qualcuno. Sono veramente stupendi, da togliere il fiato. Molto gotici, tetri, ma ci sono dei tocchi di colore meravigliosi. Purtroppo però la storia è veramente confusa. Sembra perfino promettente, il problema è che è solo una mia supposizione. Infatti non si capisce niente, è tutto buttato all'aria, le uniche cose che vengono dette sono a caso, ed il finale è proprio confuso. La cosa che mi ha lasciata più delusa è che non c'è un secondo volume. Infatti questo è il primo di chissà quanti volumi che, ma guarda un po', non sono stati pubblicati. È un peccato perché, ripeto, i disegni sono veramente fenomenali. Mai visto nulla del genere.


Un infausto inizio, di Lemony Snicket ☆ 
Come forse avete letto nella mia recensione, questo libro mi è piaciuto. L'ho trovato abbastanza da bambini, ma non per questo non posso dire di non esserne stata soddisfatta.

Narciso e Boccadoro, di Hermann Hesse 
Mi sono trascinata dietro questo libro per settimane, e finalmente grazie al mio programma ferreo, sono riuscita a finirlo. Tutto fumo e niente arrosto. Se avessi potuto tagliare i pezzi inutili di questo libro, sarebbe passato da 264 pagine a una cinquantina appena. Lettura estremamente deludente e altrettanto noiosa.

La stanza delle serpi, di Lemony Snicket ☆+
Secondo libro di Una serie di sfortunati eventi, devo dire che mi è piaciuto appena più del primo. Questo per due motivi: uno, inizia ad essere anche un po' da grandi. Mi spiego: succedono/vengono dette certe cose che un bambino forse non capirebbe nemmeno, ma che noi riconosciamo. E sono disgustose (ma in senso "buono", perché accompagnano un personaggio altrettanto disgustoso!). Il secondo motivo è perché l'autore inizia spesso i capitoli con delle riflessioni semplici ma profonde e molto belle, e da qui si attacca alla narrazione.



CURRENTLY READING 

Orgoglio e Pregiudizio, di Jane Austen. In realtà non è che lo sto proprio leggendo... Lo sto ascoltando! Sì, è un audiolibro! Sono stra-eccitata, perché ho scoperto di adorare gli audiolibri. Sono così comodi! Per esempio ieri dovevo andare a Milano (quindi tipo due ore di macchina, e la soffro molto) e mi è stato più che utile! Quello che ho trovato io è letto da Paola Cortellesi, che secondo me è molto brava a leggere. --- Questo libro è uno dei miei classici preferiti in assoluto e questa è la seconda volta che lo "leggo". Sempre bellissimo.

Sostiene Pereira, di Antonio Tabucchi. Oggi è la settimana di questo libro. Ebbene sì, devo leggerlo per scuola. Fin'ora è davvero noioso, noioso, noioso.



Ecco finito qui il wrap-up! Spero vi sia piaciuto! Se riuscirò a leggere sempre così tanti libri in un mese ne farò di sicuro degli altri.
Voi che libri avete letto questo mese? Fatemelo sapere!
A presto, Sara ♥

sabato 29 agosto 2015

Recensione: Un infausto inizio (Una serie di sfortunati eventi), di Lemony Snicket

Buongiorno a tutti! Prima di iniziare volevo ringraziarvi con tutto il mio cuoricino: siete 80 followers qui su blogger! Grazie grazie grazie ♥ Vi ricordo che ho anche un account Instagram libresco adesso (@msbiblio)! 
Ieri mi sono presa una piccola pausa e ho deciso di leggere un libro di cui ho sentito parlare un saaacco! In più noi a casa abbiamo il DVD del film, che adoro e ogni volta mi fa morire dal ridere. Sto parlando di Una serie di sfortunati eventi, di Lemony Snicket. Hanno fatto un solo film, mixando tutti e tredici (ebbene sì, sono tredici ma brevissimi) libri della serie originale. Ho deciso quindi di leggere il primo libro della serie, ed ecco la mia recensione!

Titolo: Un infausto inizio (#1 Una serie di sfortunati eventi)
Autore: Lemony Snicket
Genere: Narrativa
TramaCari lettori, gli orfani Baudelaire sono graziosi e intelligenti, ma la loro vita, mi spiace dirlo, è piena di sfortuna. Se non sopportate storie contenenti uragani, vestiti che pungono, zuppe di cetriolo fredde, individui repellenti, allora questi libri vi getteranno nel più totale sconforto. È mio triste dovere stare sveglio di notte a indagare su questi tre sventurati giovani, ma se voi preferite dormire sonno tranquilli, vi conviene scegliere un altro genere di libro.
Con il dovuto rispetto, Lemony Snicket. --- In questo primo tremendo episodio i tre fratelli diventano subito tre orfani, incontrano l’individuo più viscido e malvagio del mondo, rischiano di perdere tutta l'eredità e sono guardati a vista da un uomo con due uncini al posto delle mani. Siete sicuri di volerlo leggere?


Il libro inizia con uno sfortunatissimo evento: i genitori di Violet, Klaus e Sunny muoiono in un incendio che distrugge anche la loro casa. I tre bambini -orfani, ormai- si ritrovano nelle grinfie del perfido e disgustoso Conte Olaf, un loro lontano parente, che cerca di impadronirsi della loro enorme fortuna, ricorrendo a stratagemmi (forse non troppo) astuti
Violet è la primogenita dei Baudelaire, un vero ingegnere, con in testa sempre qualche nuova invenzione. Infatti spesso ha i capelli legati: potrà sembrare una cosa normalissima, ma non è affatto così. Infatti Violet se li raccoglie quando ha in mente una delle sue tante brillanti idee. 
Klaus, quello di mezzo, è un divoratore di libri. Vi ricorda qualcuno? A dodici anni ha letto più libri di quelli che molti leggeranno in tutta una vita. Lui è la mente e Violet il braccio, in poche parole!
Sunny, la piccolina, è piccola e alta come uno stivale, ma morde come nessun'altro. I suo fratelli le vogliono bene più di ogni altra cosa, e sono disposti a fare qualsiasi cosa pur di non farle fare del male.
Bellissime anche le illustrazioni nel libro!
Questo trio sfortunato ne passa di tutti i colori ma, come una vera famiglia, i tre si danno una mano a vicenda e riescono a cavarsela. Quasi.
Anche se non sono descritti proprio al dettaglio, i personaggi sono ben definiti. Mi spiego: anche se non so di che colore sono gli occhi di Violet o come sono i capelli Sunny, sono riuscita ad immaginarmeli bene. Solitamente non amo quando nei libri c'è troppo spazio d'interpretazione, ma in questo, essendo anche un libro più per bambini che per ragazzi, non mi è dispiaciuto. Non serviva nemmeno descrivere certe caratteristiche, perché venivano da sè.
Ma come ho appena detto, questo è un libro per bambini: addirittura in molti punti si spiegavano le parole un po' più complicate! In modo simpatico, però. È scritto in maniera esasperatamente semplice, fin troppo forse. Ma non posso prendere un libro come questo e pretendere che sia scritto un in altro modo: sarebbe come lamentarsi del fatto che I Miserabili è scritto in maniera troppo pomposa. 
Non mi sarebbe dispiaciuta una cinquantina di pagine in più, non per allungare la storia ma per arricchirla. È una lettura piacevole e leggerissima, veramente veramente breve.

4 su 5. Buono!

Ho già iniziato a leggere il secondo libro, La stanza delle serpi! Non so se avete sentito, ma Netflix farà una serie su questi libri *-* Qui sotto vi lascio il teaser trailer, che sembra fantastico! Non picchiatemi, ma questa mi sembra proprio il genere di serie da guardare e non da leggere! Dai che ad Ottobre Netflix arriva anche da noi! *-*

Voi avete letto questo libro o gli altri? Se sì, che ne pensate?
A presto, Sara 

martedì 25 agosto 2015

Quando sono costretta a leggere un libro (che non mi piace)

Buongiorno a tutti! Non pubblico da secoli perché dopo aver letto Unravel Me, mi sto dedicando completamente a Narciso e Boccadoro, di Hermann Hesse, che mi sta praticamente succhiando via l'anima. E non è solo questo, ho altri due libri da leggere prima dell'inizio della scuola. Ergo: sono costretta a leggerli, e sono tutti uno più noioso dell'altro.

Quindi volevo un po' mostrarvi come mi arrangio quando ho dei libri da leggere per forza. Perché diciamocelo: non tutti i libri sono belli (ma questo lo sapevamo già) e piuttosto che cercare la trama su internet meglio sforzarsi un pochettino, che nella vita non fa mai male.

▶ Mi organizzo. Se ho tre libri da leggere in tre settimane, ovviamente sarà un libro a settimana. Divido le pagine del libro per sette ed ecco fatto. Ma se mi fisso 50 pagine al giorno, devono essere 50. Certo, piccole variazioni ci possono stare, ma è fondamentale seguire i vostri schemi. A volte è difficile, altre sembra fin troppo semplice, ma se non si rispettano i limiti poi va tutto a quel paese.

▶ Leggo mentre faccio qualcos'altro. Se leggo quando ho dei "buchi", penso che potrei riempirli facendo altro, tipo guardare la tv o stare al pc. Se invece leggo mentre mangio, oppure mentre sono in macchina, penso che comunque non ci sarebbero alternative migliori... Sì, in poche parole mi rassegno.

▶ Ma anche con uno schema è però decisamente scocciante leggere un libro che non mi piace. Come riuscire a leggere più velocemente? Bene, diciamo che ultimamente ho sviluppato queste "tecniche". Ci sono due modi. Il primo consiste nel, ebbene sì, leggere ad alta voce. Quando leggo libri noiosi, normalmente tendo a perdere il segno e invece che pensare ai personaggi penso a cosa potrei mangiare a pranzo. Se invece leggo ad alta voce, e non c'è bisogno di scandire le parole come se stessi parlando al telegiornale, mi concentro di più. Un'altro modo è leggere seguendo il dito. Purtroppo -è una brutta e vecchia abitudine- sono abituata a leggere tenendo il segno con il dito; a volte però è molto utile, anche se non molto piacevole.




Questo è tutto! Voi come fate quando avete da leggere un libro che non vi piace? Vi rassegnate semplicemente o trovate anche voi qualche stratagemma? ;)
A presto, Sara ♥

venerdì 14 agosto 2015

Recensione: Unravel Me, di Tahereh Mafi

Buongiorno a tutti! Anche se oggi sono stata male >.<, eccomi qui con una nuova recensione, yeah! Siete fieri di me? Eh? EH? Okay la smetto.
PREMESSA: Mi scuso se è tutto un casino ma ho avuto veramente dei problemi a scrivere questa recensione. Ho così tante cose di cui vorrei parlarvi, di cui molte non posso scriverle perché altrimenti sarebbe spoiler
Come sempre, gli spoiler sono in grigio chiaro.

Titolo: Unravel Me
Autrice: Tahereh Mafi
Genere: Distopico/YA
Trama:
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è quasi
tempo di guerra. 
Juliette è scappata nel Punto Omega. È un posto per le persone come lei -persone con dei doni- ed è anche il cuore della ribelle resistenza.
Finalmente è libera dalla Restaurazione, libera dai loro piani di usarla come arma, e libera di amare Adam. Ma Juliette non sarà mai libera dal suo tocco letale.
O da Warner, che la vuole più di quanto lei ritenesse possibile.

Come sapete, ho amato e continuo ad amare Schegge di Me, lo reputo uno dei libri più belli di sempre. Il modo di scrivere della Mafi mi era sembrato così bello, ha un modo tutto suo di raccontare le cose. Poetico. MagnificoQuindi ho iniziato questo libro piena di aspettative. Pensavo che sarebbe stato un libro con molta azione e che finalmente si sarebbe fatta sentire la tanto imminente guerra.
Purtroppo, mi sbagliavo. Ma nonostante ciò, il libro mi è piaciuto. È solo molto diverso da come lo immaginavo.

Il libro è molto ripetitivo. Certo, lo capisco: Juliette è tormentata perché a quanto pare non può stare con il suo innamorato, è agitata a causa della guerra. Ma mi ha veramente fatta inc@zzare. Tutto il tempo non fa che pensare a lei. Viene ripresa, più volte da più persone in modi sempre più espliciti e più -detta breve- stronzi, ma niente. Continua a darsi la colpa per tutto. Non fa altro che piangersi addosso e sentirsi in colpa per le sue azioni. E pure per le azioni degli altri, dicendosi che è tutta colpa sua! "Non puoi startene seduto lì, e mettere la vita degli altri davanti alla tua, e pensare che questo possa essere considerato un gesto d’amore", detto con le parole di Stephen Chbosky. Juliette cavolo, ti capisco perfettamente, ma non sono per niente fiera di te. Per niente.

A proposito di amore, torna finalmente in scena il mio amato Warner che, si scopre, ha un finalmente un nome: Aaron. LO AMO. LO A M O. Se prima era perfetto, ora lo è ancora di più. Warner è così tormentato. Così tanto da far quasi male. Come in Destroy Me, qui vediamo Warner com'è veramente: non deve più (fingere di?) essere spietato, non deve più impartire ordini e dormire con un occhio aperto per la paura di essere ucciso. Per lui c'è solo Juliette; questo amore così (im?)possibile e dolce mi ha veramente fatto sciogliere in una pozzanghera di feelings. Aaron è così tenero con Juliette, la tratta come se fosse un tesoro inestimabile. E lei lo manda a quel paese. CRISTO. 
C'è una scena terribilmente aaaaargh in cui Warner riesce finalmente a toccarla come desidera da quando l'ha conosciuta eppure lei decide di rovinare tutto. La avrei ammazzata io stessa.

Juliette è ancora innamorata di Adam (che in questo libro è una specie di fantasma distratto e tormentato che non fa altro che far sentire Juliette sempre più uno schifo), eppure si ritrova sempre più attratta da Aaron. Ma non può nemmeno stare con il suo vero amore, perchè il dono di Adam -che consiste nell'annullare l'Energia degli altri- rischia di ucciderlo. Quindi troviamo una Juliette terribilmente confusa, che non sa come comportarsi. E che combina dei casini incredibili. C'è una guerra là fuori. E le cosa fa? Come in ogni altra occasione, si chiude in se stessa e non ascolta nessuno. Ma poi arriva Adam e lei è così sentimentale, e vede Warner e pensa che è così perfetto-- Ragazza mia ma decidi. Per una volta, Juliette, metti da parte i ragazzi e dai una mano quando serve. Allenati. Potenziati. E non far sentire una merda gli altri quando vedono che ti raccolgono da terra col cucchiaino

Per questo ho ammirato moltissimo il personaggio di Kenji, che nel primo libro non avevo quasi considerato. È lui che il più delle volte rimprovera Juliette e la spinge a fare qualcosa. È un personaggio con molte sfaccettature: lui sì che ha le palle per agire, sa prendere delle decisioni, ma è anche simpatico e molto forte, sia dentro che fuori.

Per quanto riguarda i colpi di scena, cavolo. Alcuni mi hanno lasciata veramente a bocca aperta. Non me li aspettavo proprio. Anche se non mi sono piaciuti tantissimo, riconosco che sono perfettamente strutturati e sensati. Certe cose si incastrano a perfezione. Vogliamo parlare di quando si scopre che Anderson è il padre di Adam e che quindi Warner è suo fratello?! Aiuto.

Il metodo di scrittura della Mafi è un pochino diverso, e in alcuni punti non mi è piaciuto. Mischia tutti i suoi modi poetici, ed il risultato non è per niente gradevole. Certi capitoli erano uno uguale all'altro. 
Capisco perfettamente che, essendo lei confusa, allora anche i capitoli sono tali di conseguenza. Ma è stato veramente una tortura leggere sempre le stesse cose, soprattutto in momenti o d'azione o, lo posso dire?, decisamente sensuali riferimenti al capitolo 62 completamente casuali
L'autrice gira e rigira intorno allo stesso concetto decine di volte, e si arriva finalmente a qualcosa di concreto solo con il finale, che è estremamente aperto. Qui tutti i personaggi cambiano prospettiva, ed i ruoli sono invertiti, ma in modo confuso. Per questo non vedo l'ora di leggere Ignite Me. 
Quattro + su cinque. In realtà avevo in mente di assegnare a questo libro un giudizio molto più basso
ma ora che ci ripenso in generale non riesco nemmeno a pensare di poterlo valutarlo meno di così.
Le cose che non mi sono piaciute in confronto a quelle che ho adorato non sono niente
.

E voi? Avete letto questo libro? Se sì, che ne pensate? Altrimenti, vi piacerebbe leggerlo?
A presto,
Sara ♥

giovedì 13 agosto 2015

Top Five - I cinque autori dei quali ho letto più libri

Buongiorno a tutti! Faccio una Top Five perché non ho da parlarvi di libri nuovi dato che sto ancora leggendo Unravel Me (che si sta rivelando sempre più strano). Oggi elenco i cinque autori "più letti"



1Cassandra Clare = 11 libri. Difficile superarla. Ho letto tutto The Mortal Instruments (6 libri), The Infernal Devices (3 libri), poi Le Cronache di Magnus Bane, e Il Codice

2. Conan Doyle e J. K. Rowling = 9 libri
Del primo, ho letto Tutto Sherlock Holmes (edizione Mammut della Newton Compton), che comprende: Un studio in rosso, Il segno dei Quattro, Le avventure di Sherlock Holmes, Le memorie di Sherlock Holmes, Il mastino dei Baskerville, Il ritorno di Sherlock Holmes, La Valle dell Paura, L'ultimo saluto e Il taccuino di Sherlock Holmes.

3. Poi ovviamente c'è zia Jo. Di suo ho letto tutto Harry Potter (7 libri), Animali Fantastici Dove Trovarli e Il Seggio Vacante.

4. Stephenie Meyer = ½ libri. Ho letto tutta la saga di Twilight (4 libri), lo spin-off La breve seconda vita di Bree Tanner, e la Guida Ufficiale Illustrata. Ho anche letto un po' di The Host, ma l'ho abbandonato poco dopo dato che non mi stava prendendo molto.


5. Lauren Kate = ½ libri. Ho letto tutta la serie di Fallen (4 libri) e lo spin-off Fallen in Love. In più, ho letto un pezzo di Teardrop, ma non sono mai riuscita a finirlo e sono stata costretta a lasciarlo a metà :c

Bonus (6). Andrea Vitali, Kerstin Gier, J. R. R. Tolkien = 4 libri
Di Vitali ho letto: Una finestra vistalago, La modista, Olive comprese e Pianoforte Vendesi
Di Kerstin Gier ho letto La Trilogia delle Gemme e Silver.
Di J. R. R. Tolkien ho letto la trilogia de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit.



Quali sono i vostri autori "più letti"? Fatemelo sapere
A presto, Sara 

domenica 9 agosto 2015

Nuova grafica #10


Io ora. Tom, perché sì. Lui sta sempre. Eheheh ( ͡° ͜ʖ ͡°) 
, l'ho fatto. Di nuovo. Ho cambiato grafica ancora una volta. Solo che non ne potevo più di quel cavolo di uccello (ROBE AMBIGUE) e ho visto questo disegno di David Fleck così bello e... e... çwç 
Ho bisogno di un gruppo di sostegno. Ciao, sono Sara e cambio la grafica al mio blog una volta al mese. 
*Ciaaaaaao, Sara*
E pensare che nella vita, in generale, odio i cambiamenti, mi spaventano come poche altre cose. Eppure mi piace modificare la grafica del blog, perché dopo un po' che me la vedo lì inizio a trovarci millemila difetti, e mi viene voglia di cambiarla >.< Poi quando la preparo non aspetto mica, no, devo metterla su subito perché a quanto pare teoricamente sono strana. Che novità.

E come sempre, spero che vi piaccia! Fatemi sapere che ne pensate, sono davvero in ansia curiosa çΛç
A presto, Sara 

Recensione: Destroy Me, di Tahereh Mafi

Buongiorno a tutti! Prima di iniziare ho una cosa "importante" da dirvi: ho aperto un account Instagram collegato al blog! Yay! Potete trovarlo cercando @msbiblio.
Ieri mi sono riletta Schegge di Me per tipo la quinta volta-- Non ci posso fare niente. È troppo bello per averne abbastanza.
Poi, mentre aggiornavo Goodreads, ho cercato - e trovato *^*- la novella Destroy Me tradotta dalle ragazze di The Books We Want to Read. Le amo. Hanno anche tradotto Unravel Me. LE AMO. Stanno traducendo Ignite Me. DIO, QUANTO LE AMO. 
Quuuindi ho letto Destroy Me, che è disponibile solo online [in cartaceo è insieme a Fracture Me, in un libro intitolato Unite Me].

Sconsiglio la lettura di questa novella (e quindi della mia recensione) a chi non ha letto Schegge di Me perché sarebbe tutto uno spoiler >.<


Titolo: Destroy Me (#1.5 Shatter Me)
Autrice: Tahereh Mafi
Genere: Distopico
Trama (tradotta da me): In Schegge di Me, Juliette scappa dalla Restaurazione seducendo Warner e poi ficcandogli una pallottola nella spalla. Ma come si capirà qui, Warner non demorde facilmente... Ritornato e recoverato alla base, Warner deve fare qualsiasi cosa in suo potere per tenere al loro posto i suoi soldati e reprimere ogni menzione di ribellione nel suo settore. Ossessionato da Juliette più che mai, la sua prima priorità è trovarla, riportarla indietro ed uccidere Adam e Kenji, i due traditori che l'hanno aiutata a scappare. Ma quando il padre di Warner, il Supremo Comandante della Restaurazione, arriva per sistemare gli errori di suoi figlio, è chiaro che ha delle intenzioni diverse riguardo a Juliette. Intenzioni che Warner non può semplicemente condividere. 


In questo brevissimo spin-off, narrato in prima persona da Warner, vediamo il giovanissimo comandante del Settore 45... Rompersi. Si apre una crepa nella sua maschera perfetta e affilata e si scopre che lì sotto c'è un ragazzo timoroso, fragile e tormentato.

Ama Juliette. La ama con tutto se stesso e si è reso perfettamente conto che non può farne a meno. Non può permettere a suo padre, un uomo crudele e deluso dal figlio, che la uccida. Warner pensa quindi che potrebbe trovarla e nasconderla, oppure che potrebbero scappare insieme
Qui è così delicato, quasi da far venire le lacrime agli occhi. Non riesce a sopportare il dolore che prova leggendo il taccuino di Juliette, si sente quasi in colpa per lei, e vorrebbe stringerla forte tra le braccia per sentirla sua. La vuole così tanto che inizia quasi a fare dei sogni realistici in cui lei lo desidera, ma che improvvisamente diventano incubi quando lui rivive il momento in cui gli ha sparato

Ed è... così tenero. Il Warner fin troppo bello e maledetto del primo libro si è rivelato ed è così tenero. Insicuro, pauroso, in cerca di certezze

Inutile nasconderlo, Warner è sempre stata una delle mie book crush più grandi. Solitamente odio i personaggi come lui, veramente; ma qui non posso. È troppo perfetto per essere anche solo ignorato. È qui è così tenERO OMMIODDIO---

La novella è più che scorrevole, l'ho letta in pochissimo tempo, e la traduzione è ottima


Quattro su cinque.

Voi avete letto Shatter Me o questo spin-off? Se sì, che ne pensate? 
A presto,
Sara ♥

venerdì 7 agosto 2015

Recensione: Città di Carta, di John Green

Buonasera a tutti! Non mi sono fatta sentire per un po' perché è quasi impossibile leggere con questo caldo, e mi spiace un sacco, perché avevo intenzione di leggere molto in questo periodo çuç 
Ieri sono riuscita a finire Città di Carta, quindi eccovi la mia recensione. Mi è uscita fuori come un vomito di parole, cosa che di solito non mi succede mai. Ma non penso che sia un buon segno. 
Come al solito gli spoiler sono in grigio chiaro.


Titolo: Città di Carta
Autore: John Green
Genere: Narrativa/YA
Editore: Rizzoli
Trama: Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un'inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all'improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un'avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l'hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l'ultima.

Una notte Margo entra in camera di Q, trascinandolo in un'avventura sensazionale lunga una notte. Ma mentre lui pensa a cosa potrebbe dirle il giorno dopo a scuola, la ragazza sparisce, ma di sicuro non dalla testa di Q. Prima di fuggire, Margo lascia una serie di indizi che dovrebbero portarlo da lei... Ma nemmeno lei è sicura di voler essere trovata

L'inizio di questo libro è fenomenale: una mini-avventura vendicativa divertente, che si legge tutta d'un fiato. Poi lei sparisce ed iniziano i casini. Margo se n'è andata, ma Q non riesce ad accettarlo. Poi si accorge che gli ha lasciato una serie di indizi, ed inizia a seguirli. E fin qui è eccitante: è proprio come una caccia al tesoro, affiatata, con alti e bassi. Poi però i ragazzi -Q e i suoi due amici, Ben e Radar- arrivano ad un punto morto. E mentre i due ragazzi si rassegnano, godendosi le ultime settimane di scuola tra prom e party scatenati, Q non riesce a togliersi dalla testa Margo. 

Per più di cento pagine, non solo non succede un bel niente, ma è tutto un: "Voglio trovare Margo", "Penso che Margo potrebbe essere andata qui", "Forse dovremmo provare ad esaminare questo posto"... Per più di metà libro. È tutto così. Q non si fila minimamente i suoi amici (veramente, nelle conversazioni ignora totalmente i suoi amici ed invece di rispondere alle domande gli porgono lui parla di Margo senza nemmeno sentirsi in colpa, come se non se ne fosse manco accorto), non pensa a nulla se non a lei. Io questo non lo chiamo amore. Dalle mie parti è detta ossessione. È quasi sfiancante, non lascia un attimo di tregua. 
Non solo dobbiamo cercare di capire cosa cavolo ha in mente il ragazzo attraverso solamente dei dialoghi noiosi e molto ripetitivi, dobbiamo pure aspettare per decine e decine di pagine prima che si arrivi ad una qualsiasi conclusione. Sì, perché non ci sono praticamente pause di riflessione in questo libro. Ce ne saranno tre o quattro, sparse qua e là in maniera totalmente casuale. Inoltre è pieno di dettagli veramente inutili, quasi come se avesse cercato di aggiungerli per allungare il libro.
Alla ricerca di Margo, i quattro -Q, Radar, Ben e Lacey, la sua fidanzata- si avventurano in un roadtrip che mi è piaciuto tantissimo, divertente e coinvolgente.
Però il finale non mi è affatto piaciuto. O meglio, sono contenta che Q abbia detto di no a Margo, quando questa gli ha proposto di unirsi a lei e di andare a New York, ma se per tutto un libro mi ritrovo a leggere di un ragazzo ossessionato da una, e poi improvvisamente tutto questo interesse evapora in meno di una pagina... be' non è che mi faccia proprio piacere. E un'altra cosa che mi ha veramente scocciato è che Q si è reso perfettamente conto che lei è solo una ragazza come tutte le altre, ma a quanto pare non riesce ad agire di conseguenza. 
Mi è piaciuta l'idea delle città di carta. Sono città senza sostanza, senza essenza, quasi false, illusorie, insulse. Esistono anche le persone di carta, i protagonisti stessi se ne rendono conto alla fine del libro. Margo è una persona di carta. Q è una persona di carta. Forse siamo tutti quanti persone di carta.

Solitamente mi piace lo stile di Green: poche descrizioni/riflessioni, tanto dialogo, ma un po' si capisce cosa provano i personaggi. Qui quasi per niente, è tutto un Margo, Margo, MargoNon so nemmeno come sia fisicamente Q, il protagonista. Tutti sono così poco approfonditi, se non forse per un unico tratto particolare. Uno. Q è ansioso. Margo è un'avventuriera. Ben è un pervertito. Radar è un tecnologico. Lacey... oh, lei non ne ha. Come faccio a capire un libro se non riesco manco ad immaginarmi i personaggi?
Lui, il protagonista, è monotono, ripetitivo e molle. È noioso, fino all'esasperazione. Sembra perfino scemo, in alcuni punti del libro.
Margo è insopportabile. Non solo è una snob, ma è anche una stronzetta viziata. Manipola in continuazione le persone. E ci rimane pure male se poi la odiano.
Non la detesto perché ha trasformato Q in un cagnolino da trascinare dove voleva lei, ma perchè ha anche avuto il coraggio di volargli le spalle. Lui ha fatto un viaggio lungo qualcosa come dodici ore, ha attraversato uno stato per raggiungerla, e non solo lei lo manda via, ma gli dice pure che non sarebbe dovuto andare a cercarlo. Dopo che aveva lasciato una cavolo di pista che finiva proprio a lei. 
Ho trovato questo libro estremamente forzato. Sembra quasi che l'autore sia stato spinto a scriverlo. Solitamente c'è molto sarcasmo nei suoi libri, ma in questo ce n'è veramente troppo. Battute -divertenti, ma- molto inadeguate. Quasi come se stesse cercando di far ridere. Anche in momenti totalmente inopportuni. E lì non mi è certo venuto da ridere, anzi. Dopo la metà non ne potevo più. Sì, volevo sapere come andava a finire, ma ne avrei potuto benissimo fare a meno.

La mia valutazione: 2 su 5.

{Parentesi sull'edizione inglese: Ho letto questo libro in lingua, e l'ho trovato abbastanza difficilotto. Ovviamente non sono un'esperta, non sto dicendo che dovete evitarlo come se fosse la peste, dico solo che ho letto libri molto più semplici.}


E voi, avete letto questo libro? Se , fatemi sapere che ne pensate!
A presto,

Sara