venerdì 26 dicembre 2014

Recensione: Eleanor & Park, di Rainbow Rowell

Buongiorno a tutti! Come avete passato la giornata ieri? Io sono andata a pranzo da mia nonna con tuuutta la famiglia e poi a cena siamo andati al ristorante in Alessandria. È stata una bellissima giornata, mi sono divertita un sacco. E tra una risata e l'altra sono anche riuscita a leggere il bellissimo libro che sto per recensire. Finalmente posso anche io parlare di un libro di Rainbow Rowell... E che libro!
Attenzione: questa recensione contiene qualche spoiler, ma non dirò nulla sul finale.


Piccola parentesi sulla copertina: 
nonostante sia abbastanza diversa
dall'originale mi è piaciuta abbastanza.
Però l'originale è molto più bella.
Titolo: Eleanor & Park
Autrice: Rainbow Rowell
Genere: Young Adult
Editore: Piemme
TramaEleanor è appena arrivata in città. La chioma riccia rosso fuoco e l'abbigliamento improbabile, ha lo sguardo basso di chi, in pasto al mondo, fa fatica a sopravvivere. Park ha tratti orientali che ha preso dalla madre coreana e veste sempre di nero. La musica è il suo rifugio per tenersi fuori dai guai. La loro storia inizia una mattina, sul bus che li porta a scuola. Park è immerso nella lettura dei suoi fumetti e perso tra le note degli Smiths, Eleanor si siede accanto a lui. Nessun altro le ha fatto posto, perché è nuova e parecchio strana. Il loro amore nasce dai silenzi, dagli sguardi lanciati appena l'altro è distratto. E li coglie alla sprovvista, perché nessuno dei due è abituato a essere il centro della vita di qualcuno. Tra insicurezze e paure, Eleanor e Park si scambiano il regalo più grande: amare quello che l'altro odia di sé, perché è esattamente ciò che lo rende speciale. Sarà la loro forza, perché anche se Eleanor non sopporta quegli sfigati di Romeo e Giulietta, anche il loro legame deve fare i conti con un bel po' di ostacoli, primo fra tutti la famiglia di lei, dove il patrigno tiranneggia incontrastato. Riusciranno, per una volta nella vita, ad avere ciò che desiderano?

Eleanor non è una ragazza come le altre: ha una famiglia con un sacco di problemi -e sono davvero tanti, sto parlando di una famiglia che non può nemmeno permettersi uno spazzolino da denti-, dalla quale è già stata cacciata una volta. Tornata, si ritrova con la madre sempre più distante ed esausta ed i tre fratelli che non sono più dalla sua parte, ma schierati con Richie, il suo patrigno, che non perde occasione per darle della troia ed insultarla, anche se lei, oltre a non meritarselo, non fa nulla.
Eleanor prende per la prima volta il pulmino per andare a scuola: è così che incontra Park.
Non trova posto, ma non perché è tutto pieno: nessuno la vuole far sedere. Lui è l'unico che alla fine prova così tanta pietà per lei -che poi è una pietà mischiata ad un'incazzatura letale- che la fa sedere. "Siediti, porco Giuda", non è il migliore modo per presentarsi ad una ragazza. Nessuno ha fatto sedere Eleanor perché lei è davvero particolare: è in carne -finalmente una ragazza normale, diamine- e ha una cascata di capelli ricci rossi. E non potendosi permettere certi vestiti, si concia sempre in dei modi davvero bizzarri, costretta a ricorrere a lacci e laccetti per nascondere gli strappi nei jeans di tre taglie più grandi e presi a pochi soldi. Per questo viene derisa dagli altri.
Park è un ragazzo coreano che ascolta sempre la musica e che ha più magliette di diversi gruppi. Park ha "la pelle del colore del sole attraverso il miele". Lui invece non ha problemi in famiglia, anzi, la sua è perfetta.
Dopo il loro incontro disastroso Eleanor inizia subito a pensare ad un modo per non prendere il pullman, ma non ne trova nemmeno uno. 

Così ogni giorno si siedono vicini, non si parlano, non si sfiorano, non si guardano quasi.
Però l'uno pensa continuamente all'altro. Sembra quasi che non possano farne a meno.

Ma un giorno Park nota che Eleanor legge i suoi fumetti, ed inizia a portarglieli. Lei li prende, li legge e glieli riporta. E iniziano a parlarsi.
All'inizio di cose banali come i fumetti, ma poi cercano di conoscersi sempre meglio.
Ma Eleanor ha molte difficoltà perché il suo patrigno non le permette di uscire -con un ragazzo, per giunta- e quindi deve sempre stare attentissima ad ogni sua mossa. Di sicuro Eleanor non può ospitare a casa sua Park, anche perché non ci sarebbe.
Così lei inizia ad andare a casa sua, dove viene ben accolta. 
A scuola però tutti la trattano male, le scrivono cose brutte sui libri, le buttano i vestiti nel gabinetto... finché non interviene Park, che quando sente un ragazzo prenderla in giro, lo picchia. Di brutto, anche. Ed è così che la loro relazione diventa "pubblica". Ovviamente nessuno dei due riesce a credere a questa situazione: sono letteralmente estasiati da ciò. 
Sapete come Park la descrive ad un certo punto?
Park non fa altri che ripeterle che la ama, e lei, cercando di fare l'imbarazzata, risponde sempre: "Lo so." Sembra essere tutto a posto, lei capisce quando andare a casa per non essere beccata da LUI... 
quando un giorno Richie si arrabbia ed inizia a cercarla, con cattive intenzioni. Eleanor capisce subito una cosa: non erano i suoi compagni a scriverle quelle cose brutte sui libri... era lui. Lui che la fissava sempre, la aspettava, la insultava.
Spaventata, Eleanor non sa cos'altro fare, così deve fuggire: Park la accompagna fin da suo zio, nel Minnesota. Ovvero, a miglia e miglia lontano da lui.
Park non vuole dirle addio, perché spera che non lo sia. Lei invece continua a ripeterglielo. Arrivato a casa, Park inizia a scrivere lettere ad Eleanor ed a mandarle cassette e altri oggetti. Lei non ha nemmeno la forza di leggerle. Non saprete come andrà veramente a finire finché non leggerete le ultime parole del libro. Perchè starete attaccati a questo fino all'ultima pagina, e continuerete imperterritamente a leggere, rileggere e ri-rileggere quelle cavolo di parole per decine e decine di volte, non capendo cosa pensare. Cosa ha scritto Eleanor a Park? Non lo so nemmeno io.

Le cose che ho molto apprezzato di questo libro sono principalmente due: è ambientato nel 1986; è narrato in una specie di terza/prima persona. Mi spiego: la narrazione è sempre in terza persona ma cambiano le ottiche dalle quali il narratore vede i fatti e quindi racconta i fatti, come se prima si spostasse vicino ad Eleanor e poi passasse a Park.
Però in alcuni punti è ripetitivo. È giusto che l'autrice ci voglia far vedere come tutti e due provino le stesse emozioni, che pensino sempre cose belle, ma spesso questa cosa mi infastidiva. Ma non posso abbassare il voto a questo libro solo per una cosa come questa, perché si legge in maniera scorrevolissima e piacevole.

È un libri bellissimo, commovente e molto originale. Lo consiglio a tutti.
Se saprete immedesimarvi in alcuni personaggi come ho fatti io, diventerà il vostro libro preferito.



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Cinque su cinque. Bellissimo, davvero perfetto!



E voi? Avete letto questo libro? Avete intenzione di leggerlo? Fatemelo sapere!
A presto,
Sara.

giovedì 25 dicembre 2014

Buon Natale!

Buongiorno a tutti! È Natale, non riesco ancora a crederci! Sono così felice! Oggi vado da mia nonna a pranzare, quindi sono ancora più felice! Tornerò a casa rotolando come Beauregarde, ma non importa!
In questo brevissimo post semplicemente vi faccio tanti, tanti, tanti auguri di buon Natale e vi auguro una giornata felice e spensierata.
A prestissimo,
Sara.

{Qualche gif potteriana ci sta sempre}








martedì 23 dicembre 2014

Recensione: Break, di Hannah Moskowitz

Buonasera a tutti! Come state? Sentite lo spirito natalizio aleggiare su di voi accanto alla vostra ombra? Io sì, ce l'ho persino dentro al midollo ormai! Oggi è stato il giorno degli "Auguri!", "Oh, grazie! Anche a te!", "Oh, ma figurati!". Ho perso il conto per tutte le volte che l'ho detto. Ma Natale non mi stancherà mai. Mai u.u
Oggi sono qui con una nuova recensione! In realtà ho finito di leggere questo libro più di una settimana fa, ma non avevo il tempo materiale per scrivere. Anche se a voi la recensione potrebbe risultare breve e scialba (yuch!) fidatevi, io metto sempre tutta me stessa per quando scrivo per voi. Perché o faccio le cose bene o non le faccio proprio.
Dopo questa parentesi biografica, iniziamo subito!


Titolo: Break - Ossa Rotte
Autrice: Hannah Moskowitz
Genere: Young Adult
Editore: Giunti
Pagine: 280 
Prezzo: 9,90 
TramaJonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.

Jonah è un adolescente che, non essendo sotto l'ala protettrice di nessuno, compie azioni sconsiderate e nessuno lo rimprovera abbastanza per questo, così lui continua a fare quello che gli riesce meglio: rompersi le ossa facendo finta di essere caduto, scivolato, inciampato...
Il libro inizia con Jonah che si sfracella per terra in un parcheggio, mentre la sua amichetta Naomi (che ho odiato tantissimo perché invece che fargli una bella lavata di testa lo incita persino) lo riprende con una telecamera e ride tutta entusiasta mentre lui è a terra agonizzante. Mi è molto piaciuto l'inizio, dove lui ci introduce nella sua vita, mentre ci spiega cosa prova quando lo fa:







   Da ciò la prima cosa che viene in mente è: lo fa per farsi vedere. No. Ecco qui la prima trappola dell'autrice. Jonah non lo fa per lui, ma lo fa per suo fratelloCosa?!
Jesse ha un sacco di problemi con il cibo: si fa prima a dire che è allergico a quasi tutto e che anche solo a sentire l'odore di qualcosa a cui è allergico si sente male. Ma male davvero, rischiando costantemente la morte.Ma anche Jonah non è da meno. Ci vuole un attimo a sbagliare salto che il collo fa crackFacendosi del male lui i genitori stanno meno addosso a Jesse, cosa della quale non ha molto bisogno. 
 Poi però il protagonista spiega un altro motivo (ancora meno valido del primo) per cui si rompe le ossa:
... E qui in poi il lettore inizia a trovarsi in difficoltà perché non capisce a cosa credere: ma lo fa per Jesse o per se stesso? Risposta: e che ne so io? L'autrice non lo fa capire bene. Un attimo sembra prevalere la prima ipotesi, poi ecco che subito rimonta la seconda.
Jonah ha una vera e propria ossessione per suo fratello, ha la terribile paura che lui possa morire, ogni singolo minuto della sua vita. Questa ossessione mi ha sfinita. Dopo un po' non riuscivo più a sostenerla. È asfissiante, angosciante. Come tutto il resto del libro. 
Perché quando poi qualcuno di serio (la pseudo-fidanzata di Jonah) decide di fare qualcosa per lui, tutti i suoi compagni di clinica inizieranno a rompersi le ossa per lo stesso motivo per cui lo fa Jonah e da lì in poi saranno veramente guai per lui. 
Non posso dirvi se finisce bene o male, perché a parer mio è una cosa molto soggettiva. Questo libro è scritto in maniera molto, molto scorrevole, ma è decisamente lontano dall'essere un bel libro.
Manca molto per quanto riguarda la parte delle sue riflessioni (in più, essendo narrato in persona quasi dovrebbe straripare di flussi di pensieri e monologhi interiori), ma non è del tutto da buttare perché le idee ci sono, e anche originali.
Il problema, ripeto, è quest'angosciante susseguirsi di contrapposizioni e incertezze.
Vi avviso, non è un libro per tutti. È molto crudo, diretto, dai contenuti decisamente forti



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   Due su cinque. Appena sufficiente, niente di che.



A domani con un nuovo post! Mi raccomando, restate sintonizzati perché è da un po' che mi frulla per la testa qualcosina per voi... forse un giveaway? ;)
A presto,
Sara.


sabato 20 dicembre 2014

Book tag #2 - Christmas book tag!

Buonasera a tutti, lettori! Torno dopo una settimana di verifiche e versioni (ma tanto studio dà anche molta soddisfazione quando si parla di voti u.u) ma con un post fighissimo!
Io adoro Natale, vedere la neve (che mi sa che se andiamo avanti così cadrà a Maggio), bere la cioccolata calda (che tra l'altro non so fare perché la Ciobar mi vuole male), ormai camera mia è diventata la seconda residenza di Babbo Natale e ommioddio ho già detto che amo Natale?! Anche se quest'anno sarà abbastanza sfigato, battute a parte: for goodness sake! È pur sempre Natale. 



Dunque eccomi qui a creare un mini book tag natalizio. Mi sono spremuta le meningi ma i tag migliori erano già stati fatti (*sigh* e pensare che mi ero persino fatta una scaletta sulla mia agendina!), ma spero che vi piaccia lo stesso.
Nel tag bisogna rispondere alle domande che state per leggere, tutte sui libri! Per ogni oggetto tipicamente natalizio ho elaborato una domanda. Mi raccomando: le risposte devono essere tutte a tema libresco!

1. Christmas tree. Con che personaggio vorresti addobbare l'albero?


Sicuramente Peeta. Lui è un artista e sono sicura che addobberebbe magnificamente l'albero! Be', meglio di me sicuramente!

2. Christmas stocking. Che libro vorresti trovare nella tua calza?

Mi piacerebbe molto trovare "Let it snow", di J. Green, M. Johnson e L. Myracle. Ne ho sentito parlare benissimo e poi voi sapete bene quanto amo John Green. Gli devo molto. E lui mi deve molte lacrime.
"Colpa delle stelle" a parte, mi piacciono un sacco i libri (in questo caso racconti) a tema natalizio!


3. Snowball fight. Con/contro chi faresti una battaglia di palle di neve (puoi nominare più personaggi)?

Sicuramente dalla mia parte vorrei Katniss, perché... andiamo! È capace di beccare uno scoiattolo in un occhio mentre io non so nemmeno prendere la mira, mi servirebbe qualcuno di utile! E poi probabilmente bombarderei a manetta Magnus Bane (il mio amorino). Sarebbe troppo bello vedere la sua espressione quando la palla lo colpisce! Sempre se la palla ci arriva, considerando la mia mira perfetta.



 4. Candy canes. A chi regaleresti segretamente un bastoncino di zucchero?

A quel golosone di Ron ovviamente. Miseriaccia poverino, potrebbe morire di fame altrimenti!

5. Under the mistletoe. Con chi vorresti capitare caaaaaasualmente sotto al vischio?

Ci ho pensato un po'. È una cosa seria! Sono giunta a questa conclusione... okay, non ci riesco! Will Herondale. Daniel Grigori. Aaron Warner.  Threesome no, eh? Okay, scherzi a parte penso che tirerei sotto al vischio con me Aaron. Amo quell'uomo.
6. Christmas movie book! Qual è il libro più natalizio che tu abbia letto?

Ma ovviamente "Tutta colpa di New York", di Cassandra Rocca, libro che ho letto giusto un anno fa e che ho amato con tutta me stessa. Quel libro è tutto Natale, Natale... Natale! Dalle pagine arriva al lettore proprio l'atmosfera perfetta. Oltre alla originalissima trama, è anche scritto molto bene e lo consiglio a tutti quanti. 





Tag finito! Che dite, vi è piaciuto? Spero davvero di sì! Se lo fate anche voi scrivetemi qui sotto in un commento oppure via mail il link del vostro post e lo leggerò sicuramente!
A presto,
Sara.
PS: Restate sintonizzati! Ci sarà una grande, grooooossa, sorpresona per voi!



domenica 7 dicembre 2014

Recensione: Con un poco di zucchero, di Chiara Parenti

Buongiorno a tutti! Qualche giorno fa mi ha contattato una ragazza chiedendomi se potevo recensire i suoi libri. Guardo un attimo e indovinate cosa scopro? Che è Chiara Parenti! Woah! Non riuscivo a credere ai miei occhi. E quindi in due giorni mi sono letteralmente divorata questo libro. Oggi dunque eccomi qui a recensirlo! Let's start!


Titolo: Con un poco di zucchero
Autrice: Chiara Parenti
Genere: Romantico
Editore: Rizzoli, collana "You feel"
Trama
A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.
Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 “Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)” una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins.


Il libro inizia con il disperato tentativo di Matteo Gallo di portarsi a letto "Tesoro", una ragazza che sembra la versione povera di Peppa Pig. Ma LORO, i suoi due nipotini scalamanati, lo scoprono, mandando all'aria tutto il "piano" (indovinate per fare chissà cosa!).  
Teo è uno scrittore "mancato" che scopre di essere molto più bravo a fare lo zio (cosa che non avrebbe mai pensato) che a scrivere di sanguisughe assassinePerché Matteo non solo è sfortunato in amore, ma anche in carriera e in tutto il resto, possiamo dire!
Finché non incontra Katie Baker, la tata dei sogni di chiunque. Katie nonostante abbia un passato orribile è sempre la ragazza più felice e pazza del mondo. È felicità allo stato puro.
Sa essere una nerd quando parla di supereroi con Gabriele ed una dama di corte quando Rachele è nel suo periodo regale. 
Ma quando vuole sa anche lei essere un demonio: quando si scontra con Teo sono guai.
Ma indovinate un po'? Si innamorano! OCCHEBBELLO!
Il punto è che questo era, diciamo, scontato. Il punto è COME si riescono a trovare. E qui inizia il bello!
Matteo fin da subito prova qualcosa per lei, appena vede quei suoi due occhi verdi ed enormi. Non sa ancora che quello è amore, ma se ne renderà presto conto. Molto presto...
Anche Katie ovviamente rimane folgorata dalla bellezza "sfigata" di Matteo e prova in tutti i modi a farlo ingelosire, persino baciando suo cugino!
Alla fine riusciranno a vivere per sempre felici e contenti? 

La forma di questo libro è molto, molto scorrevole: vi dico, l'ho letto in poche ore. È super-ironico, pieno di riferimenti al mondo di oggi, è questo che me l'ha fatto molto apprezzare: è un libro moderno ed è alla portata di tutti, di una ragazza giovane come me e di un adulto che vuole farsi qualche risata. Anche se è narrato in prima persona da Teo (cosa che ho apprezzato molto, anche se si può capire perfettamente che in realtà la vera autrice è una donna), questo è uno dei libri più rosa (letteralmente!) che abbia mai letto. Lo consiglio a tutti (ma soprattutto alle ragazze; fidatevi, anche se vi reputate senza sentimenti questo libro vi risveglierà!).

È davvero un bel libro, scritto bene e dal quale riusciamo perfettamente a capire che Chiara ha un vero e proprio talento. Mi ha fatto divertire, commuovere e emozionare come pochi altri libri lo hanno fatto. Brava!



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Cinque su cinque. Da non perdere!



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Vi è piaciuta questa recensione? Spero di sì, era da un po' che non ne scrivevo, sono decisamente arrugginita.
Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta Chiara per avermi contattato e voi lettori che mi seguite sempre anche se ogni tanto sparisco come Harry Potter, a presto,
Sara.



sabato 6 dicembre 2014

Nuova grafica! #4

Ta-daaa! Nuova grafica!
Ieri pomeriggio controllavo il blog e mi sono resa conto che era davvero da troppo che sul blog c'era sempre la stessa grafica.
Così oggi mi sono messa al lavoro e ho fatto... questo!
Che ve ne pare? Vi piacciono i colori? Il tema? Per chi non lo avesse capito, si tratta di Luna Lovegood, uno dei miei personaggi preferiti della saga di Harry Potter.
Accetto critiche, anche costruttive! Se non vi piace ditelo pure! Mia sorella dice che il viola è un po' un colore forte ma in generale a me non dispiace.

Vi prego, ditemi qualcosa, anche "fa schifo" se proprio volete ma ci tengo moltissimo a sapere il vostro parere
So che non è perfetta e che si vede che è fatta da me, che di grafiche e codici ne so tanto quanto ne capisco di ginnastica, ma spero davvero che la troviate gradevole lo stesso.


A presto, Sara.

martedì 2 dicembre 2014

TAG - The reader problems book tag!

Buonasera a tutti! Sto passando un periodo molto "particolare", versioni e compiti a gogo... E Dio solo sa come sarà a fine Dicembre. Sto leggendo (per scuola) "Io sono Malala" e per diletto "Her-Bak, Discepolo", un libro che penso nessuno di voi conosca. È scritto dall'egittologo Isha Schwaller de Lubicz, e lo sto trovando molto interessante anche se alquanto pesante. Però ci sono le figure! ;)


Oggi torno con un book tag! Quello in questione è un tag che avevo addocchiato qualche giorno fa sul canale YouTube di Katytastic, originalmente creato da About To Read (perché ci tengo a mettere tutti i puntini sulle i).
L'argomento è: i problemi del lettore.
Ho tradotto io le domande, quindi ci saranno degli errori, ma il succo è sempre quello.



1. Hai 20000 libri nella tua TBR (lista dei libri da leggere). Come decidi quale leggere?

Quello che mi attira di più. Quello che proprio non riesco ad inquadrare e sono curiosa di sapere come sarà. Oppure se è un libro che fa parte di una saga, leggo quello a priori. Soprattutto se si tratta di saghe a cui sono veramente affezionata (*coff* Shadowhunters *coff*).


2. Sei a metà di un libro e non ti sta piacendo molto. Lo lasci a metà o lo finisci?

Solitamente -so che è una cosa bruttissima, mea culpa- lo lascio a metà. Ma alcuni libri proprio non riesco a gestirli. Mi mandano in pappa il cervello. Anche se cercassi di finire un libro che non mi sta piacendo sarebbe come non leggerlo dato che passerei il tempo non a pensare a ciò che racconta il libro ma solitamente: "Oddio che palle! Non ne posso più! Ma quando finisce?!"


3. La fine dell'anno si sta avvicinando ma sei così lontana dal raggiungere l'obiettivo della Goodreads reading challenge. Provi ad accellerare e come?

Ecco, questo è un grosso problema. Sono quasi a metà della challenge e, ovviamente, non ce la farò (ho capito che sono capace di leggere tanto... ma non così tanto!). Quindi ovviamente appena ne avrò occasione cercherò di leggere a più non posso (nelle vacanze di Natale per esempio), ma al massimo potrei arrivare a 70, non di più. E questa cosa mi fa un sacco arrabbiare! Sono rimasta delusa da me stessa.


4. Le copertine di una serie che ami non sono le stesse (non "stanno bene insieme"). Come fai?

Aspetto di sposare un uomo ricco così per comprarmi altre edizioni di quel libro cosicché la mia libreria sia perfetta. No, scherzi a parte, non faccio nulla. È un problema che proprio non so come superare. È orribile! Una mia amica ha saputo che c'è un sito dove vendono SOLO SOVRACCOPERTINE, ma non riusciamo a trovarlo! Vi prego se qualcuno di voi lo sa, me lo dica. Gli sarò riconoscente a vita!


5. Tutti amano un libri che a te proprio non piace. Con chi condividi ciò che pensi su quel libro?

Con tutti. O meglio, con chi voglio. Non vedo il problema! Io ascolterò perché gli altri lo amano così tanto e spero che anche gli altri siano capaci di saper ascoltare me. 



6. Stai leggendo un libro e stai per iniziare a piangere in pubblico. Che fai?

Piango! Mi è capitato un sacco di volte. Il primo libro per cui ho pianto in pubblico è stato Mockingjay. Ero a scuola e la prof stava interrogando due miei compagni. Improvvisamente scoppio a piangere (indovinate per cosa...). Tirando su con il naso chiedo all'insegnante di andare in bagno e lì mi lascio andare. Non mi faccio molti problemi per queste cose, penso si sia capito, anche se ogni volta ovviamente mi vergogno lo stesso, sono anche io un essere umano!


7. Un sequel di un libro che tu ami esce ma hai dimenticato un sacco di cose dai libri precedenti. Rileggerai i libri o salterai il seguito? Andrai a leggere un riassunto su Goodreads? Piangerai dalla frustrazione?

Per prima cosa piangerei dalla frustrazione! È orribile quando succede! Un conto è quando sei al secondo, terzo libro della saga. Un conto è quando esce il sesto. Tiri giù tutti gli angeli (riferimenti puramente casuali...). Ma fortunatamente c'è sempre qualche santo che fa i riassunti, grazie a Raziel!


8. Non vuoi prestare a nessuno i tuoi libri. Come fai a dire di no quando le persone ti chiedono di prestargli un libro?

"No." E pensate, lo dico in modo così gentile che le persone poi non cercano nemmeno di insistere. A volte bisogna essere un po' stronzi nella vita, dai! I miei libri non li tocca nessuno. Io sono terribilmente a disagio quando leggo un libro che non appartiene a me. Devo stare attentissima e mi preoccupo un sacco persino quando giro le pagine. Il problema è che a quanto pare (lo so a mie spese) non tutti si preoccupano così tanto, purtroppo...


9. Hai il blocco del lettore. Hai iniziato e non finito 5 libri nello scorso mese. Come fai ad uscirne?


Accantono per un po' la lettura. Significa che è un periodo "no", è il mio corpo che mi dice "Ci hai provato, ritenta tra un po'!". Penso sia la cosa giusta da fare. Altrimenti mi incasino troppo e non mi gusto il libro come lo gradirei invece se fossi totalmente concentrata su di esso.

10. Ci sono così tanti nuovi libri che escono e moriresti per leggerli! Quanti ne compri?

Quelli che più mi "servono". Per esempio, i libri di una saga della quale ho già tutti gli altri. Oppure un libro di un autore che già conosco e che già mi piace, dato che so che non ne rimarrò delusa. Cerco di prendere lo stretto indispensabile!

11. Dopo che hai comprato dei nuovi libri non vedi l'ora di leggerli. Ma quanto stanno nella libreria prima che tu inizi a leggerli?

Taaaaanto tempo. Be', se per una settimana ho letto tutti i libri di una saga, appena ho l'ultimo lo leggo subito, anche perché se no rischio di dimenticarmi gli altri. Altrimenti un po' di tempo ci stanno. Ma dipende, ripeto. Se non ho altri libri da leggere (e qui mi collego alla domanda numero uno) lo leggo subito, altrimenti un po' ci sta sulla libreria. 




Ta-da-da-da-daaa! Tag finito. Che dite, vi è piaciuto? A me moltissimo!
Che bello ragazzi, sta arrivando Natale *-*
Per me Natale = neve = cibo buono = regaliii = freddo = tanto tempo per leggere = ho già detto regali?!

Se fate anche voi questo tag linkatemi il link del vostro post, lo leggerò di sicuro!
A presto,
Sara.