sabato 29 marzo 2014

In My Mailbox #19

E finalmente eccomi con un post decente! La prossima settimana pubblicherò molto (penso). L'altro giorno sono andata in biblioteca a cercare "La bambina che salvava i libri" (ora conosciuto anche come "Storia di una ladra di libri" per il film che ci hanno fatto sopra) ma non lo avevano. Così ho chiesto con gli occhi luccicanti a mamma e sono riuscita a prenderlo! Yeah! 
E poi ho preso anche un altro libro del quale avevo sentito parlare qualche tempo fa su un blog che seguo...


TITOLO: The Book Thief (alias Storia di una ladra di libri)
AUTORE: Markus Zusak
GENERE: Storico/Ya
EDITORE: Frassinelli 
PAGINE: 550 circa
TRAMA: È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.

... Esatto! È proprio lui! Sono super curiosa di leggerlo. Inizio questa sera! Ho visto il trailer del film e mi sembra una storia molto avvincente! Poi il libro dev'essere anche meglio!



TITOLO: Afterlife
AUTRICE: Stephanie Hudson
GENERE: Young Adult - Fantasy
EDITORE: Bookme (gran bella casa editrice)
PAGINE: 603
TRAMA: Fuggire dall’Inghilterra è l’unico modo che ha Keira per tagliare definitivamente i ponti con il passato che la perseguita. Per questo non esita a raggiungere sua sorella e il cognato, a Evergreen Falls, nel gelido New Hampshire, a riprendere l’università e a intrecciare nuove amicizie.
Quando poi le viene offerto un lavoro in uno dei locali più esclusivi della città, l’Afterlife, si convince che la fortuna ha finalmente iniziato a girare dalla sua parte. Almeno fino a quando non incontra il proprietario del nightclub, il tenebroso e sprezzante Dominic Draven, l’uomo che da qualche tempo popola i suoi sogni più intimi… Da quel momento, Keira viene risucchiata in un mondo di cui non sospettava l’esistenza, fatto di creature maligne e di angeli, ma che la attrae come un’ossessione. E più il sentimento che la lega a Dominic cresce, più sarà difficile per lei decidere se fidarsi e rimanere o scappare dalla follia che la consuma.
Creature maligne? Angeli? Sotterfugi amorosi? Nomi strani? Qualcuno mi ha chiamato?

La trama di questo libro mi ha subito catturata. Penso che sia destinato a diventare uno dei miei libri preferiti. Io lo adoro. 
Non avevo mai sentito nominare questa casa editrice e devo dire che l'edizione del libro mi piace tantissimo. Beh, è tascabile (e io non amo i tascabili) ma è tipo "gommosa" (chi ha letto "Shadowhunters - Il Codice" sa di cosa sto parlando) ma soprattutto non ha quella fastidiosissima sovraccopertina del cavolo che ogni volta che leggo mi viene voglia di strappare e poi bruciare! (?)

Questi sono i miei acquisti! E i vostri? Avete già letto questi due libri?
A presto,

Sara.

venerdì 28 marzo 2014

*** A T T E N Z I O N E ***

Giuro che questa è l'ultima volta.
Ho di nuovo cambiato l'indirizzo url del sito. Eja.
Ora è questo:




Scusatemi. Pardon.
Ho già cambiato tutti i bannerini eccetera. È stato più lungo del previsto D:

Non ci saranno più cambiamenti se non quelli riguardanti alla grafica.
A presto,
Sara.

lunedì 24 marzo 2014

On my Wishlist #6

Oggi pensavo all'andamento del blog. E mi sono resa conto che comunque dovrei pubblicare di più. Lo so, sono una blogger terribile. Guardavo le rubriche e pensavo che sono proprio indietro. Quindi, mercoledì aggiornerò www.wednesday, ed oggi ho deciso di aggiornare "On my Wishlist". Aggiorno sempre il mio taccuino quando noto un libro che mi piace, ma mi dimentico di farci dei post sopra. Aiuto. Sono troppo smemorata. 

Quindi! Io trovo parecchie foto di libri (molto interessanti) su questo meraviglioso sito. Dunque mi sono informata su alcuni libri ed ora eccomi qui ad illustrarvi ciò che c'è sulla mia lista dei desideri, ovvero un solo libro che però mi piacerebbe davvero davvero tanto leggere...

TITOLO: The Book Thief (alias Storia di una ladra di libri)
AUTORE: Markus Zusak
GENERE: Storico/Ya
EDITORE: Frassinelli 
PAGINE: 550 circa
TRAMA: È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.

Non so se vi rendete conto della bellezza della copertina originale.  È bellissima. 
Maaaaaaaaaaa se vi dicessi che io ho scoperto questo libro tramite la rivista Best Movie? La trama (ma prima di tutto il titolo) mi ha catturata e quando ho scoperto che era tutto nato da un libro mi si sono illuminati gli occhi! Esatto, come nei manga quando brillano o sono a forma di cuoricino, uguale!
Solo che penso che dovrò aspettare un po' di tempo prima di comprarlo. Devo rismarmiarrrrrre.
E poi ho da leggere ancora Teardrop*. Ma questa copertina è nettamente migliore di quella italiana (hanno praticamente copiato la locandina del film, e detesto quando fanno così!). Oggi in libreria ho visto Divergent (aaaah! quanto vorrei comprare il secondo ed il terzo!) e quella che mi sembrava la copertina con gli attori (gleh) che hanno scelto per fare Tris e Tobias e mi è venuto un colpo! Pensavo: "No! Non potete rovinare così un bel libro!" e fortunatamente era solo uno di quei foglietti che si incastrano alla copertina. FIUFF.
A proposito di Teardrop: ho letto i primi tre capitoli, ma non mi ha totalmente preso. L'ho lasciato per ora. Inizio Eragon, tra poco. Ho Eragon ed Eldest da anni, ma non mi attiravano molto. Non so perché ma ora mi è venuto lo "sghiribizzo" e bum!

Voi l'avete già letto? Oppure avete intenzione di andare a vedere il film? Oppure farete come probabilmente farò io ovvero leggerò prima il libro e poi guarderò il film?

A prestissimo (spero),
Sara.

In My Mailbox #18

Ragazzi, buongiorno! Affogo la mia tristezza nei tasti del pc! Sigh!
domani interroga di storia e devo studiareeeeeH non ne ho voglia :c
Che incubo. Aaaah!
Oggi è stata proprio una giornata bruttissima! Ma il morale un po' mi si tira su perché ho preso un libro per la challenge a cui partecipo "Let's read in english"...


TITOLO: Jane Eyre
AUTRICE: Charlotte Bronte
GENERE: Letteratura inglese

EDITORE: Wordsworth classics
PAGINE: 401
TRAMA: Dopo un'infanzia difficile, di povertà e di privazioni, la giovane Jane trova la via del riscatto: si procura un lavoro come istitutrice presso la casa di un ricco gentiluomo, il signor Rochester. I due iniziano a conoscersi, si parlano, si confrontano e imparano a rispettarsi. Dal rispetto nasce l'amore e la possibilità per Jane di una vita serena. Ma proprio quando un futuro meraviglioso appare vicino, viene alla luce una terribile verità, quasi a dimostrare che Jane non può essere felice, non può avere l'amore, non può sfuggire al suo destino. Rochester sembra celare un tremendo segreto: una presenza minacciosa si aggira infatti nelle soffitte del suo tetro palazzo.

Avrei preferito leggerlo in italiano, ma ormai l'ho preso in inglese! E poi comunque sia cioè non è che l'abbia pagato molto, anzi, tre euro e cinquanta! Quando ho letto il prezzo ho strabuzzato gli occhi! Mercoledì ne prendo un altro, sempre di questa collana di classici! Non so, forse Frankenstein! Sta ragazza è mitica. Era da molto che volevo leggere questo libro!
Scusate per il post breve ma devo andare a studiare (come no!).


Voi l'avete già letto?
A presto, Sara.

venerdì 21 marzo 2014

Oh, Stephen! (Breve recensione: MISERY di Stephen King)

Quasi tutti i miei professori sono in Grecia, questa settimana, ad accompagnare le altre classi in gita, e quindi ho finalmente trovato un po' di tempo per dedicarmi alla lettura.
Ho ripreso in mano questo libro, un romanzo che avevo lasciato circa a metà. Come io abbia fatto non lo so.

TITOLO: Misery
AUTORE: Stephen King
GENERE: Horror/Thriller psicologico
EDITORE: Sperling Paperback
PAGINE: 383
TRAMA: Paul Sheldon, un celebre scrittore, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice. Affetta da gravi turbe psichiche, la donna non gli perdona di aver "eliminato" Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone tra terribili sevizie di "resuscitarla" in un nuovo romanzo. Paul non ha scelta, pur rendendosi conto che in certi casi la salvezza puo' essere peggio della morte...






Per chi non sapesse nulla di questo libro: tutto inizia quando Paul -scrittore di fama mondiale- si risveglia in un letto a lui sconosciuto. E si ritrova davanti Annie, un donnone che afferma di essere la sua "ammiratrice numero uno". Paul ha le gambe distrutte e viene impasticcato (di Novril) da Annie ogni sei ore, e ciò gli provoca una terribile dipendenza da questi medicinali.
Annie è arrabbiata con Paul per aver "ucciso" la sua eroina: Misery, protagonista della sua famosissima saga. E lo costringe a scrivere un seguito, dove Misery sarebbe risorta.
Ma Paul, spaventato e terrorizzato dei modi di fare di Annie, inizia ad uscire dalla stanza per andare a prendere altre pasticche, un coltello e del cibo. Annie lo scopre e gli taglia via un piede, così Paul non può più scappare. Successivamente per essersi lamentato della macchina da scrivere con ben tre lettere mancanti, puf, ecco che Annie gli taglia anche il pollice.
Paul scopre che Annie in passato ha ucciso decine e decine di esseri umani (anche neonati) e ciò lo terrorizza sempre di più. Ma lo scrittore è sotto shock soprattutto per l'ultima uccisione dalla pazza compiuta: uccide un poliziotto che stava indagando sulla scomparsa di Paul e fa una cosa che mi ha seriamente turbato: mette il pollice di questo uomo in una torta, al centro, la "candelina speciale". Finalmente Paul ad uccidere Annie. 

Non vi spiego come poiché è una scena cruda e davvero scioccante.
Ora passiamo finalmente alla recensione.
Dunque, in primis: non avevo mai letto nulla di Stephen King. Sullo scaffale della libreria di mia nonna ho trovato "Incubi e deliri", ma non mi sembra molto intrigante come Misery.
Prima sottovalutavo un po' King, lo vedevo come quello scrittore bravo ma non eccezionale, che veniva lodato solo per le trame particolari ed articolate. Invece mi sbagliavo. Il libro mi ha davvero preso. Non riuscivo a smettere di staccare gli occhi dalla pagina (quasi che andavo a sbattere contro la prof di matematica). In certi momenti quasi sentivo io il dolore che Paul provava, percepivo quasi l'ombra di Annie starmi coprirmi, udivo il rumore dell'ascia di Annie rompere le mie ossa.
Uh, che brividi. 

Questo libro mi ha fatto capire che non devo avere paura del fantasmino di Paranormal Activity ma che c'è sempre il pericolo in agguato.
Libro fantastico, un po' pesante in alcuni punti. Ma ne vale la pena. 



Voi avete mai letto nulla di Stephen King? Mi consigliate qualcosa di suo?
A presto,

Sara.

martedì 18 marzo 2014

Recensione: COLPA DELLE STELLE di John Green

***ATTENZIONE, SPOILER***
Io vi ho avvertiti


TITOLO: Colpa delle stelle
AUTORE: John Green
EDITORE: Rizzoli
GENERE: Romanzo

PAGINE: 360
TRAMA: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.


Avete presente quella sensazione di egoismo che proviamo quando leggiamo un libro sensazionale? Quella sensazione che quasi ci impedisce di confessare agli altri quanto si ha amato questo libro, perché senti come se tra te e l'autore fosse nata una specie di segreto che vi siete scambiati? Ecco, questo è quello che provo io in questo momento.
Avete poi in mente ciò che provate quando muore il vostro personaggio preferito? Voi pensate: "Ora la mia vita non ha più un senso!" ma sapete benissimo che in fondo scherzate, infatti la vostra vita torna ad essere quella di prima dopo poche ore.
Con "Colpa delle stelle" no. Perché questo non è un libro, questo è IL libro. Ho pronunciato così tante volte questa frase, ma questa volta sono sicura che questo è "il libro della mia vita".

Spesso un personaggio particolare non solo ci passa davanti mentre leggete, ma ci entra dentro, aprendosi un piccolo varco tra le nostre viscere e accomodandosi nel cuore. Così è successo a me con Augustus Waters.

"Le sigarette non ti uccidono, se non le accendi. E non
ne ho mai accesa una. È una metafora, sai:
ti metti la cosa che uccide fra i denti,
ma non le dai il potere di farlo."
Ora, però, procediamo per gradi.
Hazel è malata di cancro. Incontra questo ragazzo -Augustus- ad un gruppo di supporto. "Gus" è guarito, ma sul suo corpo è rimasto un segno della sua precedente malattia: una gamba mezza amputata. Ironia della sorte: si innamorano.  Hazel ha un grandissimo desiderio, incontrare Van Houten, il suo scrittore preferito, autore di "Un'imperiale afflizione" (un libro che ha inventato John Green, non esiste in realtà). E Augustus esaudisce questo suo desiderio. Ma Van Houten non è il genio che Hazel si aspettava, è solo un ubriacone che le dice la verità in modo più crudele possibile: lei come tutti gli altri malati di cancro è un errore, è destinata a morire. Augustus consola Hazel. Fanno l'amore. Felici e contenti. E poi cosa succede?

Augustus le confessa di avere avuto una ricaduta e che morirà nel giro di poco tempo.

Mi era sembrato fin troppo strano che non fosse successo nulla di grave fino ad ora.
Quando Augustus muore, ho sentito una parte di me andarsene. Ho sentito davvero male. E non scherzo. Non è "Ommioddio è morto Dobby!" oppure "Cosa? Finnick è morto?"... No. Niente del genere. Questo fa più male. Eppure sapevo da un centinaio di pagine che sarebbe prima o poi morto. Lo sapevo ma non l'ho voluto accettare.
Ma fa ancora più male ciò che c'è scritto nelle ultime pagine del libro, ovvero la lettera che Augustus ha mandato a Van Houten, dove gli chiedeva di scrivere un discorso funebre per Hazel.
Io non ho nemmeno la forza di commentare queste pagine. E non posso quasi nemmeno descriverle, poiché mi hanno totalmente spiazzato.
(Augustus aveva un amico: Isaac. Questo ragazzo aveva una ragazza, Monica. L'ha lasciato poiché lui doveva farsi operare e diventare cieco. E si ripetevano ogni volta: "Sempre, sempre, sempre". Era la loro promessa. La promessa di Augustus e Hazel è "Okay." Infatti ogni fottuta volta che d'ora e in poi leggerò "Okay" scoppierò a piangere come un'idiota.)



Ma il libro è fantastico oltre a che per la trama, per la scia di significato che lascia dietro. 
Ecco ora inizio a piangere.
Questo libro apre gli occhi. Basta "Uffa non ho l'iPhone" e "Voglio un ragazzo". Perché questa è una storia, ma c'è davvero chi è malato di cancro e vive contando alla rovescia.
Io penso che questo libro spinga a combattere. Tutti combattono per qualcosa. Ogni giorno senza rendercene contro lottiamo contro alla morte e viviamo ancora un giorno.
E poi, il concetto di ricordo. Augustus vuole lasciare un ricordo di Hazel. E non gli importa se è un ricordo grande o "una cicatrice più piccola", perché è sempre e comunque un ricordo che ha lasciato questa persona, e solo in pochi ce la fanno. Questi pochi sono eroi. Non riesco a spiegare ciò che provo. Dolore. Felicità. Completezza. Non lo so. Ma sento di aver fatto un passo avanti, sento che questo libro mi ha fatto crescere. E sento di essere più consapevole. Di cosa? Della vita.


mercoledì 12 marzo 2014

In My Mailbox #17

Buongiorno a tutti! Ieri mi sono tolta dai piedi la verifica di matematica (speriamo che sia andata bene!) e cosa ho fatto dopo? Sono andata in libreria e dopo al corso di lettura interpretativa! Ma subito, mi sentivo... non so... Fatto sta che per una volta in tutta la mia vita ho trovato in libreria davvero il libro che ho sempre desiderato di trovare...

TITOLO: Colpa delle stelle
AUTORE: John Green

EDITORE: Rizzoli
GENERE: Romanzo

PAGINE: 360
TRAMA: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.


Quando ho visto questo libro quasi sono svenuta.
Ultima (forse unica) copia, nascosto dietro a Geek Girl.
Da più di un anno cerco questo libro. Non ordino quasi mai da internet, e l'ultima volta ho fatto il grandissimo sbaglio di acquistare "Cercando Alaska" (che è stata infondo una delusione, mi aspettavo molto di più) invece che questo. Dopo immagini su immagini trovate sul web, dopo cataste di recensioni e consigli su consigli: FINALMENTE QUESTO LIBRO È TRA LE MIE MANI. Finalmente. Non riesco ancora a crederci. Ho dovuto mangiare latte e cereali per una settimana per poterlo prendere. Cioè non è materialmente tra le mie mani, ma è lì in libreria tenuto da parte per me. Aw. Forse domani lo ritiro. Forse. Io non ci posso credere. Non posso. Aiuto.


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TITOLO: Omero, Iliade
AUTORE: Alessandro Baricco
EDITORE: Feltrinelli 
PAGINE: 160 circa
GENERE: Storico
TRAMA: Questo volume nasce da un progetto di rilettura del poema omerico destinato alla scena teatrale. Baricco smonta e rimonta l'Iliade creando ventun monologhi, corrispondenti ad altrettanti personaggi del poema e al personaggio di un aedo che racconta, in chiusura, l'assedio e la caduta di Troia. L'autore "rinuncia" agli dei e punta sulle figure che si muovono sulla terra, sui campi di battaglia, nei palazzi achei, dietro le mura della città assediata. Tema nodale di questa sequenza di monologhi è la guerra, la guerra come desiderio, destino, fascinazione, condanna. Un'operazione teatrale e letteraria insieme, dalla quale emerge un intenso sapore di attualizzazione, riviviscenza, urgenza, anche morale e civile.


Ennesimo libro per scuola. Ho iniziato a leggerlo questa mattina e sono già quasi a metà. Carino. Si legge bene, molto velocemente. Che poi non è un libro scritto da Baricco. È solo la prosa di una traduttrice con dei tagli. Non mi è piaciuta questa cosa. Certo, copertina bellissima (non si vede molto bene nell'immagine, ma l'elmo è fatto di parole, le parole che "pronuncia" Criseide nel primo monologo presentatoci da Baricco. Idea carina. Poi ovvio, lettura scorrevole. Ma non si può rovinare un poema in questo modo. 
Baricco ha stuprato l'Iliade. Cattivo Alessandro. 

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E questo è tutto ciò che c'è nella mia Mailbox! Nella vostra invece cosa c'è? Sono curiosa!
A presto,

Sara.

PS: Chi è interessato alle mie letture, vada sulla mia pagina Goodreads. È in costante aggiornamento!

sabato 8 marzo 2014

Recensione/Commento su: SILVER (Kerstin Gier) e IL SENSO DI UNA FINE (Julian Barnes)!

Ciao a tutti! Ma sapete che giorno è oggi?! È la festa della Donna! Quindi auguroni a tutte voi mie lettrici! E grazie per sostenermi sempre!  
Ma quanto è figa sta gif? ahah
Oggi cercherò di fare un post dove inserisco due commenti di due rispettivi libri... Lo so: è una pazzia. So che dovrei fare delle recensioni degne di tale nome, ma non riesco. Ci sono recensioni che scrivo molto velocemente, poiché le parole vengono fuori da sole. Ma a volte proprio non escono! Qui sotto scriverò i due commenti. Buona lettura!

TITOLO: Il senso di una fine
AUTORE: Julian Barnes

EDITORE: Einaudi
GENERE: Narrativa
PAGINE: 160
TRAMA: Tony Webster è un uomo senza qualità. Negli studi e nel lavoro, nei sentimenti e, c'è da scommetterci, anche nel sesso. Ma quando la lettera di un avvocato gli annuncia il lascito di cinquecento sterline e del diario di Adrian - il piú brillante dei suoi compagni di scuola, morto suicida -, la sua vita subisce una scossa. Chi gli ha destinato quell'ingombrante eredità? Quale segreto, rabbiosamente custodito, potrebbe rivelare il diario? E soprattutto, perché a distanza di quarant'anni Veronica, che lo aveva lasciato per Adrian, ricompare nella sua vita trincerandosi dietro un muro di silenzio?
Nel porsi queste domande, Tony è costretto a tornare con la memoria agli anni della scuola, quando passava le giornate a bere, a discutere di letteratura o a fantasticare sulle donne. E cosí, risalendo di ricordo in ricordo, s'imbatte in risposte che, forse, avrebbe preferito non conoscere. Per imparare a sue spese che «la nostra vita non è la nostra vita, ma solo la storia che ne abbiamo raccontato».



Il libro inizia fin bene. Tony è un ragazzo, che come tutti i suoi coetanei fantastica sulle ragazze e si improvvisa filosofo. Nella loro scuola arriva Adrian, il vero pensatore del gruppo. Le vite dei ragazzi del gruppo prendono strade diverse, e Tony si ritrova al college, dove incontra Veronica e si fidanza con lei. Il ragazzo presenta la sua morosa al gruppo del liceo. Ma, -Colpo di scena? Proprio no, me lo aspettavo- Veronica si fidanza con Adrian. Ovviamente qui Tony si arrabbia. Eh ma va.
Da una pagina all'altra, ci ritroviamo a leggere prima di un ragazzotto ed improvvisamente di un sessantenne. Ma è una cosa okay, è questo il potere della scrittura. Possiamo far passare anni da una pagina all'altra oppure scrivere un libro parlando di un evento accaduto in poche ore. Ma va bene. Comunque sia, si è venuto a scoprire che Adrian si è suicidato. Ma come, un ragazzo del genere che si suicida? E perché mai? E qui inizia veramente la trama.
Adrian ha lasciato un diario, ed ovviamente Tony (che in fondo è sempre stato affascinato da lui) lo vuole leggere. Allora inizia a vedersi con Veronica, che lo porta una volta in un pub, e gli dice di osservare degli uomini che parlano. Lui pensa inizialmente che uno di quegli uomini sia il figlio di Veronica. Invece no. Uno di quegli uomini è il fratello di Veronica. Esatto: Adrian si è sbattuto come un uovo la mamma di Veronica.
Ma io dico, dare un libro del genere a dei ragazzi? Ma che idee si fanno? Poi i ragazzi si credono chissà chi e ci provano con chissà chi! Questo libro è sconvolgente! Quando ho capito cosa intendeva mi è venuto un infarto. Un infarto.
Ci sono dei momenti in cui avrei voluto strappare la pagina e bruciarla, delle riflessioni così noiose, ma così noiose! Perdevo continuamente il segno e dovevo ricominciare tutto da capo. Quando leggo che il libro ha vinto un Booker Prize mi vengono le lacrime agli occhi. Il finale mi ha moralmente turbato. Non va bene una cosa del genere. Non va bene! Bocciato assolutamente!

TITOLO: Silver
SAGA: Trilogia dei Sogni
AUTRICE: Kerstin Gier
EDITORE: Corbaccio

GENERE: Fantasy
PAGINE: 320
TRAMA: Porte che si spalancano su luoghi segreti, statue che parlano, una ragazzina che si aggira con un’ascia in mano… I sogni di Liv Silver non sono tranquilli negli ultimi tempi. Soprattutto uno: un sogno in cui si ritrova di notte in un cimitero insieme a quattro ragazzi impegnati in un rituale dall’aspetto satanico.
E questi tipi hanno un legame con la vita vera di Liv, perché sono Grayson, il fratellastro appena acquisito da quando la mamma ha portato lei e la sorella a vivere a Londra con il suo nuovo compagno, e i suoi amici. Perché adesso Liv frequenta la stessa scuola. Perlomeno sono tutti abbastanza simpatici. La cosa veramente strana, però, è che da quando è a Londra Liv ha scoperto di avere accesso ai sogni degli altri. Attraverso porte dai colori e forme diverse entra letteralmente nell’inconscio dei suoi amici. Una faccenda affascinante, se non fosse che, da alcune frasi che capta durante il giorno, sembra che anche loro sappiano della presenza di Liv nei loro sogni. Come è possibile?

Chi mi segue, sa che amo Kerstin Gier alla alla follia. Mi ha fatto emozionare con i suoi libri, la Trilogia delle Gemme, con Gwendolyn e Gideon, e non mi ha mai e ripeto mai annoiato.
Quando in libreria ho visto il suo nuovo libro (tra l'altro è stata una sorpresa, non sapevo che sarebbe uscito così presto!), non ho nemmeno letto l'incipit e l'ho preso. Lo so, lo so, sono stata troppo avventata. Ma io sono così.
Questo libro è meglio di ciò che immaginavo. La trama dell'incipit sembrava troppo articolata e strana, ma alla fine, ecco che tutto riesce a filare liscio come l'olio. Liv si è appena trasferita a casa del nuovo fidanzato di sua madre e inizia a fare questi sogni molto strani... Ma bellissimi! Liv si ritrova in un corridoio quasi infinito, e ai lati di questo vi sono altrettante infinite porte. Porte su porte: una porta per ogni persona (che conosce, penso). 
Inizialmente il fatto che sognasse con tutti questi maschi perfetti mi ha lasciato un po' stranita e scocciata, ho pensato: "La solita storia! Tutti i ragazzi più belli della scuola che subito si innamorano perdutamente della nuova arrivata...". Ed invece no... O quasi! Perché il motivo per cui i ragazzi si trovano lì, è perché una sera questi fanno un rito, e iniziano a fare questi sogni. Ma la fidanzata di uno di questi (anche lei ha fatto il rito) rompe una promessa, e i ragazzi si ritrovano senza una via d'uscita da questi sogni.
Sapete cosa mi piace di Liv? Che ha la caratteristica che Kerstin Gier fa assumere a tutti i suoi personaggi. Liv è coraggiosa. Non ha paura di niente. La adoro.
Ho amato questo libro, l'ho letto tutto ad un fiato. Poi la Gier mi sa sempre far ridere. 
Il finale è esplosivo, uno di quelli che ti costringono praticamente a comprare il seguito! 

Però c'è una grande, grandissima pecca che ne nasconde altre mille al suo interno: è tutto troppo simile alla Trilogia Delle Gemme. 
Ho capito che i personaggi sono diversi fisicamente, ma al lettore non interessa più di tanto il contenitore ma soprattutto il contenuto.
Henry (fidanzato di Liv) è inizialmente distaccato, poi diventa molto più socievole e aperto. Come Gideon nella Trilogia delle Gemme. 
Ci sono due antagonisti, Anabel e Arthur, come più o meno possiamo vedere Lucy e Paul.
Ci sono i soliti rompiscatole, le solite ragazzine antipatiche ed insolenti, quella che si mette sempre in mezzo, Secrecy che dà indizi sul suo blog, il "Tittle-Tattle" c
ome qualcosa viene illustrato in Red, Blue e Green per far comprendere meglio la trama al lettore... Insomma, qualcosa si ripete. 
Ma in generale, il libro mi è piaciuto davvero molto. Parla di sogni. Io sono la sognatrice modello. Come posso non amarlo? Promosso!

Dunque ora vi saluto, o mie paladine! Ancora auguri e ricordatevi: siete stupende! Non importa se non avete il fidanzato che vi mette la mimosa sul banco a scuola o il papà che vi fa gli auguri: io oggi ho comprato un ramo di mimosa a mia madre (cosa che mio padre non fa e non ha mai fatto), mio padre non mi farà gli auguri poiché lo vedrò se tutto va bene lunedì sera, e mi sono auto-regalata una tavoletta di cioccolato bianco Novi. Tié, alla faccia del ragazzo. Non ne avrò mai uno *sigh*
Spero di non avervi annoiato!
A presto!
Sara.