venerdì 26 dicembre 2014

Recensione: Eleanor & Park, di Rainbow Rowell

Buongiorno a tutti! Come avete passato la giornata ieri? Io sono andata a pranzo da mia nonna con tuuutta la famiglia e poi a cena siamo andati al ristorante in Alessandria. È stata una bellissima giornata, mi sono divertita un sacco. E tra una risata e l'altra sono anche riuscita a leggere il bellissimo libro che sto per recensire. Finalmente posso anche io parlare di un libro di Rainbow Rowell... E che libro!
Attenzione: questa recensione contiene qualche spoiler, ma non dirò nulla sul finale.


Piccola parentesi sulla copertina: 
nonostante sia abbastanza diversa
dall'originale mi è piaciuta abbastanza.
Però l'originale è molto più bella.
Titolo: Eleanor & Park
Autrice: Rainbow Rowell
Genere: Young Adult
Editore: Piemme
TramaEleanor è appena arrivata in città. La chioma riccia rosso fuoco e l'abbigliamento improbabile, ha lo sguardo basso di chi, in pasto al mondo, fa fatica a sopravvivere. Park ha tratti orientali che ha preso dalla madre coreana e veste sempre di nero. La musica è il suo rifugio per tenersi fuori dai guai. La loro storia inizia una mattina, sul bus che li porta a scuola. Park è immerso nella lettura dei suoi fumetti e perso tra le note degli Smiths, Eleanor si siede accanto a lui. Nessun altro le ha fatto posto, perché è nuova e parecchio strana. Il loro amore nasce dai silenzi, dagli sguardi lanciati appena l'altro è distratto. E li coglie alla sprovvista, perché nessuno dei due è abituato a essere il centro della vita di qualcuno. Tra insicurezze e paure, Eleanor e Park si scambiano il regalo più grande: amare quello che l'altro odia di sé, perché è esattamente ciò che lo rende speciale. Sarà la loro forza, perché anche se Eleanor non sopporta quegli sfigati di Romeo e Giulietta, anche il loro legame deve fare i conti con un bel po' di ostacoli, primo fra tutti la famiglia di lei, dove il patrigno tiranneggia incontrastato. Riusciranno, per una volta nella vita, ad avere ciò che desiderano?

Eleanor non è una ragazza come le altre: ha una famiglia con un sacco di problemi -e sono davvero tanti, sto parlando di una famiglia che non può nemmeno permettersi uno spazzolino da denti-, dalla quale è già stata cacciata una volta. Tornata, si ritrova con la madre sempre più distante ed esausta ed i tre fratelli che non sono più dalla sua parte, ma schierati con Richie, il suo patrigno, che non perde occasione per darle della troia ed insultarla, anche se lei, oltre a non meritarselo, non fa nulla.
Eleanor prende per la prima volta il pulmino per andare a scuola: è così che incontra Park.
Non trova posto, ma non perché è tutto pieno: nessuno la vuole far sedere. Lui è l'unico che alla fine prova così tanta pietà per lei -che poi è una pietà mischiata ad un'incazzatura letale- che la fa sedere. "Siediti, porco Giuda", non è il migliore modo per presentarsi ad una ragazza. Nessuno ha fatto sedere Eleanor perché lei è davvero particolare: è in carne -finalmente una ragazza normale, diamine- e ha una cascata di capelli ricci rossi. E non potendosi permettere certi vestiti, si concia sempre in dei modi davvero bizzarri, costretta a ricorrere a lacci e laccetti per nascondere gli strappi nei jeans di tre taglie più grandi e presi a pochi soldi. Per questo viene derisa dagli altri.
Park è un ragazzo coreano che ascolta sempre la musica e che ha più magliette di diversi gruppi. Park ha "la pelle del colore del sole attraverso il miele". Lui invece non ha problemi in famiglia, anzi, la sua è perfetta.
Dopo il loro incontro disastroso Eleanor inizia subito a pensare ad un modo per non prendere il pullman, ma non ne trova nemmeno uno. 

Così ogni giorno si siedono vicini, non si parlano, non si sfiorano, non si guardano quasi.
Però l'uno pensa continuamente all'altro. Sembra quasi che non possano farne a meno.

Ma un giorno Park nota che Eleanor legge i suoi fumetti, ed inizia a portarglieli. Lei li prende, li legge e glieli riporta. E iniziano a parlarsi.
All'inizio di cose banali come i fumetti, ma poi cercano di conoscersi sempre meglio.
Ma Eleanor ha molte difficoltà perché il suo patrigno non le permette di uscire -con un ragazzo, per giunta- e quindi deve sempre stare attentissima ad ogni sua mossa. Di sicuro Eleanor non può ospitare a casa sua Park, anche perché non ci sarebbe.
Così lei inizia ad andare a casa sua, dove viene ben accolta. 
A scuola però tutti la trattano male, le scrivono cose brutte sui libri, le buttano i vestiti nel gabinetto... finché non interviene Park, che quando sente un ragazzo prenderla in giro, lo picchia. Di brutto, anche. Ed è così che la loro relazione diventa "pubblica". Ovviamente nessuno dei due riesce a credere a questa situazione: sono letteralmente estasiati da ciò. 
Sapete come Park la descrive ad un certo punto?
Park non fa altri che ripeterle che la ama, e lei, cercando di fare l'imbarazzata, risponde sempre: "Lo so." Sembra essere tutto a posto, lei capisce quando andare a casa per non essere beccata da LUI... 
quando un giorno Richie si arrabbia ed inizia a cercarla, con cattive intenzioni. Eleanor capisce subito una cosa: non erano i suoi compagni a scriverle quelle cose brutte sui libri... era lui. Lui che la fissava sempre, la aspettava, la insultava.
Spaventata, Eleanor non sa cos'altro fare, così deve fuggire: Park la accompagna fin da suo zio, nel Minnesota. Ovvero, a miglia e miglia lontano da lui.
Park non vuole dirle addio, perché spera che non lo sia. Lei invece continua a ripeterglielo. Arrivato a casa, Park inizia a scrivere lettere ad Eleanor ed a mandarle cassette e altri oggetti. Lei non ha nemmeno la forza di leggerle. Non saprete come andrà veramente a finire finché non leggerete le ultime parole del libro. Perchè starete attaccati a questo fino all'ultima pagina, e continuerete imperterritamente a leggere, rileggere e ri-rileggere quelle cavolo di parole per decine e decine di volte, non capendo cosa pensare. Cosa ha scritto Eleanor a Park? Non lo so nemmeno io.

Le cose che ho molto apprezzato di questo libro sono principalmente due: è ambientato nel 1986; è narrato in una specie di terza/prima persona. Mi spiego: la narrazione è sempre in terza persona ma cambiano le ottiche dalle quali il narratore vede i fatti e quindi racconta i fatti, come se prima si spostasse vicino ad Eleanor e poi passasse a Park.
Però in alcuni punti è ripetitivo. È giusto che l'autrice ci voglia far vedere come tutti e due provino le stesse emozioni, che pensino sempre cose belle, ma spesso questa cosa mi infastidiva. Ma non posso abbassare il voto a questo libro solo per una cosa come questa, perché si legge in maniera scorrevolissima e piacevole.

È un libri bellissimo, commovente e molto originale. Lo consiglio a tutti.
Se saprete immedesimarvi in alcuni personaggi come ho fatti io, diventerà il vostro libro preferito.



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Cinque su cinque. Bellissimo, davvero perfetto!



E voi? Avete letto questo libro? Avete intenzione di leggerlo? Fatemelo sapere!
A presto,
Sara.

giovedì 25 dicembre 2014

Buon Natale!

Buongiorno a tutti! È Natale, non riesco ancora a crederci! Sono così felice! Oggi vado da mia nonna a pranzare, quindi sono ancora più felice! Tornerò a casa rotolando come Beauregarde, ma non importa!
In questo brevissimo post semplicemente vi faccio tanti, tanti, tanti auguri di buon Natale e vi auguro una giornata felice e spensierata.
A prestissimo,
Sara.

{Qualche gif potteriana ci sta sempre}








martedì 23 dicembre 2014

Recensione: Break, di Hannah Moskowitz

Buonasera a tutti! Come state? Sentite lo spirito natalizio aleggiare su di voi accanto alla vostra ombra? Io sì, ce l'ho persino dentro al midollo ormai! Oggi è stato il giorno degli "Auguri!", "Oh, grazie! Anche a te!", "Oh, ma figurati!". Ho perso il conto per tutte le volte che l'ho detto. Ma Natale non mi stancherà mai. Mai u.u
Oggi sono qui con una nuova recensione! In realtà ho finito di leggere questo libro più di una settimana fa, ma non avevo il tempo materiale per scrivere. Anche se a voi la recensione potrebbe risultare breve e scialba (yuch!) fidatevi, io metto sempre tutta me stessa per quando scrivo per voi. Perché o faccio le cose bene o non le faccio proprio.
Dopo questa parentesi biografica, iniziamo subito!


Titolo: Break - Ossa Rotte
Autrice: Hannah Moskowitz
Genere: Young Adult
Editore: Giunti
Pagine: 280 
Prezzo: 9,90 
TramaJonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.

Jonah è un adolescente che, non essendo sotto l'ala protettrice di nessuno, compie azioni sconsiderate e nessuno lo rimprovera abbastanza per questo, così lui continua a fare quello che gli riesce meglio: rompersi le ossa facendo finta di essere caduto, scivolato, inciampato...
Il libro inizia con Jonah che si sfracella per terra in un parcheggio, mentre la sua amichetta Naomi (che ho odiato tantissimo perché invece che fargli una bella lavata di testa lo incita persino) lo riprende con una telecamera e ride tutta entusiasta mentre lui è a terra agonizzante. Mi è molto piaciuto l'inizio, dove lui ci introduce nella sua vita, mentre ci spiega cosa prova quando lo fa:







   Da ciò la prima cosa che viene in mente è: lo fa per farsi vedere. No. Ecco qui la prima trappola dell'autrice. Jonah non lo fa per lui, ma lo fa per suo fratelloCosa?!
Jesse ha un sacco di problemi con il cibo: si fa prima a dire che è allergico a quasi tutto e che anche solo a sentire l'odore di qualcosa a cui è allergico si sente male. Ma male davvero, rischiando costantemente la morte.Ma anche Jonah non è da meno. Ci vuole un attimo a sbagliare salto che il collo fa crackFacendosi del male lui i genitori stanno meno addosso a Jesse, cosa della quale non ha molto bisogno. 
 Poi però il protagonista spiega un altro motivo (ancora meno valido del primo) per cui si rompe le ossa:
... E qui in poi il lettore inizia a trovarsi in difficoltà perché non capisce a cosa credere: ma lo fa per Jesse o per se stesso? Risposta: e che ne so io? L'autrice non lo fa capire bene. Un attimo sembra prevalere la prima ipotesi, poi ecco che subito rimonta la seconda.
Jonah ha una vera e propria ossessione per suo fratello, ha la terribile paura che lui possa morire, ogni singolo minuto della sua vita. Questa ossessione mi ha sfinita. Dopo un po' non riuscivo più a sostenerla. È asfissiante, angosciante. Come tutto il resto del libro. 
Perché quando poi qualcuno di serio (la pseudo-fidanzata di Jonah) decide di fare qualcosa per lui, tutti i suoi compagni di clinica inizieranno a rompersi le ossa per lo stesso motivo per cui lo fa Jonah e da lì in poi saranno veramente guai per lui. 
Non posso dirvi se finisce bene o male, perché a parer mio è una cosa molto soggettiva. Questo libro è scritto in maniera molto, molto scorrevole, ma è decisamente lontano dall'essere un bel libro.
Manca molto per quanto riguarda la parte delle sue riflessioni (in più, essendo narrato in persona quasi dovrebbe straripare di flussi di pensieri e monologhi interiori), ma non è del tutto da buttare perché le idee ci sono, e anche originali.
Il problema, ripeto, è quest'angosciante susseguirsi di contrapposizioni e incertezze.
Vi avviso, non è un libro per tutti. È molto crudo, diretto, dai contenuti decisamente forti



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   Due su cinque. Appena sufficiente, niente di che.



A domani con un nuovo post! Mi raccomando, restate sintonizzati perché è da un po' che mi frulla per la testa qualcosina per voi... forse un giveaway? ;)
A presto,
Sara.


sabato 20 dicembre 2014

Book tag #2 - Christmas book tag!

Buonasera a tutti, lettori! Torno dopo una settimana di verifiche e versioni (ma tanto studio dà anche molta soddisfazione quando si parla di voti u.u) ma con un post fighissimo!
Io adoro Natale, vedere la neve (che mi sa che se andiamo avanti così cadrà a Maggio), bere la cioccolata calda (che tra l'altro non so fare perché la Ciobar mi vuole male), ormai camera mia è diventata la seconda residenza di Babbo Natale e ommioddio ho già detto che amo Natale?! Anche se quest'anno sarà abbastanza sfigato, battute a parte: for goodness sake! È pur sempre Natale. 



Dunque eccomi qui a creare un mini book tag natalizio. Mi sono spremuta le meningi ma i tag migliori erano già stati fatti (*sigh* e pensare che mi ero persino fatta una scaletta sulla mia agendina!), ma spero che vi piaccia lo stesso.
Nel tag bisogna rispondere alle domande che state per leggere, tutte sui libri! Per ogni oggetto tipicamente natalizio ho elaborato una domanda. Mi raccomando: le risposte devono essere tutte a tema libresco!

1. Christmas tree. Con che personaggio vorresti addobbare l'albero?


Sicuramente Peeta. Lui è un artista e sono sicura che addobberebbe magnificamente l'albero! Be', meglio di me sicuramente!

2. Christmas stocking. Che libro vorresti trovare nella tua calza?

Mi piacerebbe molto trovare "Let it snow", di J. Green, M. Johnson e L. Myracle. Ne ho sentito parlare benissimo e poi voi sapete bene quanto amo John Green. Gli devo molto. E lui mi deve molte lacrime.
"Colpa delle stelle" a parte, mi piacciono un sacco i libri (in questo caso racconti) a tema natalizio!


3. Snowball fight. Con/contro chi faresti una battaglia di palle di neve (puoi nominare più personaggi)?

Sicuramente dalla mia parte vorrei Katniss, perché... andiamo! È capace di beccare uno scoiattolo in un occhio mentre io non so nemmeno prendere la mira, mi servirebbe qualcuno di utile! E poi probabilmente bombarderei a manetta Magnus Bane (il mio amorino). Sarebbe troppo bello vedere la sua espressione quando la palla lo colpisce! Sempre se la palla ci arriva, considerando la mia mira perfetta.



 4. Candy canes. A chi regaleresti segretamente un bastoncino di zucchero?

A quel golosone di Ron ovviamente. Miseriaccia poverino, potrebbe morire di fame altrimenti!

5. Under the mistletoe. Con chi vorresti capitare caaaaaasualmente sotto al vischio?

Ci ho pensato un po'. È una cosa seria! Sono giunta a questa conclusione... okay, non ci riesco! Will Herondale. Daniel Grigori. Aaron Warner.  Threesome no, eh? Okay, scherzi a parte penso che tirerei sotto al vischio con me Aaron. Amo quell'uomo.
6. Christmas movie book! Qual è il libro più natalizio che tu abbia letto?

Ma ovviamente "Tutta colpa di New York", di Cassandra Rocca, libro che ho letto giusto un anno fa e che ho amato con tutta me stessa. Quel libro è tutto Natale, Natale... Natale! Dalle pagine arriva al lettore proprio l'atmosfera perfetta. Oltre alla originalissima trama, è anche scritto molto bene e lo consiglio a tutti quanti. 





Tag finito! Che dite, vi è piaciuto? Spero davvero di sì! Se lo fate anche voi scrivetemi qui sotto in un commento oppure via mail il link del vostro post e lo leggerò sicuramente!
A presto,
Sara.
PS: Restate sintonizzati! Ci sarà una grande, grooooossa, sorpresona per voi!



domenica 7 dicembre 2014

Recensione: Con un poco di zucchero, di Chiara Parenti

Buongiorno a tutti! Qualche giorno fa mi ha contattato una ragazza chiedendomi se potevo recensire i suoi libri. Guardo un attimo e indovinate cosa scopro? Che è Chiara Parenti! Woah! Non riuscivo a credere ai miei occhi. E quindi in due giorni mi sono letteralmente divorata questo libro. Oggi dunque eccomi qui a recensirlo! Let's start!


Titolo: Con un poco di zucchero
Autrice: Chiara Parenti
Genere: Romantico
Editore: Rizzoli, collana "You feel"
Trama
A trent’anni suonati Matteo Gallo, aspirante scrittore senza soldi e senza speranze, è costretto a vivere con la sorella Beatrice e “loro”, Rachele e Gabriele, i due scatenatissimi nipotini. Nessuna delle tate finora ingaggiate è riuscita a domarli. Ma ecco che, come per magia, un pomeriggio di fine settembre, un forte vento che spazza le nubi dal cielo porta tata Katie.
Beatrice e i suoi bambini restano subito incantati da questa ragazza inglese un po’ stravagante e scombinata, che fa yoga, mangia verdure, va pazza per i dolci... e che con le sue storie fantastiche e i suoi giochi incredibili è in grado di cancellare l’amaro della vita. Matteo invece cercherà (o crederà) di sottrarsi al suo influsso: ma sarà tutto inutile, perché Katie compirà su di lui la magia più grande. Quella dell'amore.
Dall’autrice del romanzo rivelazione dell’estate 2014 “Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)” una nuova, divertente e supercalifragilistichespiralidosa storia d’amore, che fa rivivere il mito di Mary Poppins.


Il libro inizia con il disperato tentativo di Matteo Gallo di portarsi a letto "Tesoro", una ragazza che sembra la versione povera di Peppa Pig. Ma LORO, i suoi due nipotini scalamanati, lo scoprono, mandando all'aria tutto il "piano" (indovinate per fare chissà cosa!).  
Teo è uno scrittore "mancato" che scopre di essere molto più bravo a fare lo zio (cosa che non avrebbe mai pensato) che a scrivere di sanguisughe assassinePerché Matteo non solo è sfortunato in amore, ma anche in carriera e in tutto il resto, possiamo dire!
Finché non incontra Katie Baker, la tata dei sogni di chiunque. Katie nonostante abbia un passato orribile è sempre la ragazza più felice e pazza del mondo. È felicità allo stato puro.
Sa essere una nerd quando parla di supereroi con Gabriele ed una dama di corte quando Rachele è nel suo periodo regale. 
Ma quando vuole sa anche lei essere un demonio: quando si scontra con Teo sono guai.
Ma indovinate un po'? Si innamorano! OCCHEBBELLO!
Il punto è che questo era, diciamo, scontato. Il punto è COME si riescono a trovare. E qui inizia il bello!
Matteo fin da subito prova qualcosa per lei, appena vede quei suoi due occhi verdi ed enormi. Non sa ancora che quello è amore, ma se ne renderà presto conto. Molto presto...
Anche Katie ovviamente rimane folgorata dalla bellezza "sfigata" di Matteo e prova in tutti i modi a farlo ingelosire, persino baciando suo cugino!
Alla fine riusciranno a vivere per sempre felici e contenti? 

La forma di questo libro è molto, molto scorrevole: vi dico, l'ho letto in poche ore. È super-ironico, pieno di riferimenti al mondo di oggi, è questo che me l'ha fatto molto apprezzare: è un libro moderno ed è alla portata di tutti, di una ragazza giovane come me e di un adulto che vuole farsi qualche risata. Anche se è narrato in prima persona da Teo (cosa che ho apprezzato molto, anche se si può capire perfettamente che in realtà la vera autrice è una donna), questo è uno dei libri più rosa (letteralmente!) che abbia mai letto. Lo consiglio a tutti (ma soprattutto alle ragazze; fidatevi, anche se vi reputate senza sentimenti questo libro vi risveglierà!).

È davvero un bel libro, scritto bene e dal quale riusciamo perfettamente a capire che Chiara ha un vero e proprio talento. Mi ha fatto divertire, commuovere e emozionare come pochi altri libri lo hanno fatto. Brava!



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Cinque su cinque. Da non perdere!



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Vuoi seguire Chiara? Clicca qui oppure qui.

Vi è piaciuta questa recensione? Spero di sì, era da un po' che non ne scrivevo, sono decisamente arrugginita.
Colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta Chiara per avermi contattato e voi lettori che mi seguite sempre anche se ogni tanto sparisco come Harry Potter, a presto,
Sara.



sabato 6 dicembre 2014

Nuova grafica! #4

Ta-daaa! Nuova grafica!
Ieri pomeriggio controllavo il blog e mi sono resa conto che era davvero da troppo che sul blog c'era sempre la stessa grafica.
Così oggi mi sono messa al lavoro e ho fatto... questo!
Che ve ne pare? Vi piacciono i colori? Il tema? Per chi non lo avesse capito, si tratta di Luna Lovegood, uno dei miei personaggi preferiti della saga di Harry Potter.
Accetto critiche, anche costruttive! Se non vi piace ditelo pure! Mia sorella dice che il viola è un po' un colore forte ma in generale a me non dispiace.

Vi prego, ditemi qualcosa, anche "fa schifo" se proprio volete ma ci tengo moltissimo a sapere il vostro parere
So che non è perfetta e che si vede che è fatta da me, che di grafiche e codici ne so tanto quanto ne capisco di ginnastica, ma spero davvero che la troviate gradevole lo stesso.


A presto, Sara.

martedì 2 dicembre 2014

TAG - The reader problems book tag!

Buonasera a tutti! Sto passando un periodo molto "particolare", versioni e compiti a gogo... E Dio solo sa come sarà a fine Dicembre. Sto leggendo (per scuola) "Io sono Malala" e per diletto "Her-Bak, Discepolo", un libro che penso nessuno di voi conosca. È scritto dall'egittologo Isha Schwaller de Lubicz, e lo sto trovando molto interessante anche se alquanto pesante. Però ci sono le figure! ;)


Oggi torno con un book tag! Quello in questione è un tag che avevo addocchiato qualche giorno fa sul canale YouTube di Katytastic, originalmente creato da About To Read (perché ci tengo a mettere tutti i puntini sulle i).
L'argomento è: i problemi del lettore.
Ho tradotto io le domande, quindi ci saranno degli errori, ma il succo è sempre quello.



1. Hai 20000 libri nella tua TBR (lista dei libri da leggere). Come decidi quale leggere?

Quello che mi attira di più. Quello che proprio non riesco ad inquadrare e sono curiosa di sapere come sarà. Oppure se è un libro che fa parte di una saga, leggo quello a priori. Soprattutto se si tratta di saghe a cui sono veramente affezionata (*coff* Shadowhunters *coff*).


2. Sei a metà di un libro e non ti sta piacendo molto. Lo lasci a metà o lo finisci?

Solitamente -so che è una cosa bruttissima, mea culpa- lo lascio a metà. Ma alcuni libri proprio non riesco a gestirli. Mi mandano in pappa il cervello. Anche se cercassi di finire un libro che non mi sta piacendo sarebbe come non leggerlo dato che passerei il tempo non a pensare a ciò che racconta il libro ma solitamente: "Oddio che palle! Non ne posso più! Ma quando finisce?!"


3. La fine dell'anno si sta avvicinando ma sei così lontana dal raggiungere l'obiettivo della Goodreads reading challenge. Provi ad accellerare e come?

Ecco, questo è un grosso problema. Sono quasi a metà della challenge e, ovviamente, non ce la farò (ho capito che sono capace di leggere tanto... ma non così tanto!). Quindi ovviamente appena ne avrò occasione cercherò di leggere a più non posso (nelle vacanze di Natale per esempio), ma al massimo potrei arrivare a 70, non di più. E questa cosa mi fa un sacco arrabbiare! Sono rimasta delusa da me stessa.


4. Le copertine di una serie che ami non sono le stesse (non "stanno bene insieme"). Come fai?

Aspetto di sposare un uomo ricco così per comprarmi altre edizioni di quel libro cosicché la mia libreria sia perfetta. No, scherzi a parte, non faccio nulla. È un problema che proprio non so come superare. È orribile! Una mia amica ha saputo che c'è un sito dove vendono SOLO SOVRACCOPERTINE, ma non riusciamo a trovarlo! Vi prego se qualcuno di voi lo sa, me lo dica. Gli sarò riconoscente a vita!


5. Tutti amano un libri che a te proprio non piace. Con chi condividi ciò che pensi su quel libro?

Con tutti. O meglio, con chi voglio. Non vedo il problema! Io ascolterò perché gli altri lo amano così tanto e spero che anche gli altri siano capaci di saper ascoltare me. 



6. Stai leggendo un libro e stai per iniziare a piangere in pubblico. Che fai?

Piango! Mi è capitato un sacco di volte. Il primo libro per cui ho pianto in pubblico è stato Mockingjay. Ero a scuola e la prof stava interrogando due miei compagni. Improvvisamente scoppio a piangere (indovinate per cosa...). Tirando su con il naso chiedo all'insegnante di andare in bagno e lì mi lascio andare. Non mi faccio molti problemi per queste cose, penso si sia capito, anche se ogni volta ovviamente mi vergogno lo stesso, sono anche io un essere umano!


7. Un sequel di un libro che tu ami esce ma hai dimenticato un sacco di cose dai libri precedenti. Rileggerai i libri o salterai il seguito? Andrai a leggere un riassunto su Goodreads? Piangerai dalla frustrazione?

Per prima cosa piangerei dalla frustrazione! È orribile quando succede! Un conto è quando sei al secondo, terzo libro della saga. Un conto è quando esce il sesto. Tiri giù tutti gli angeli (riferimenti puramente casuali...). Ma fortunatamente c'è sempre qualche santo che fa i riassunti, grazie a Raziel!


8. Non vuoi prestare a nessuno i tuoi libri. Come fai a dire di no quando le persone ti chiedono di prestargli un libro?

"No." E pensate, lo dico in modo così gentile che le persone poi non cercano nemmeno di insistere. A volte bisogna essere un po' stronzi nella vita, dai! I miei libri non li tocca nessuno. Io sono terribilmente a disagio quando leggo un libro che non appartiene a me. Devo stare attentissima e mi preoccupo un sacco persino quando giro le pagine. Il problema è che a quanto pare (lo so a mie spese) non tutti si preoccupano così tanto, purtroppo...


9. Hai il blocco del lettore. Hai iniziato e non finito 5 libri nello scorso mese. Come fai ad uscirne?


Accantono per un po' la lettura. Significa che è un periodo "no", è il mio corpo che mi dice "Ci hai provato, ritenta tra un po'!". Penso sia la cosa giusta da fare. Altrimenti mi incasino troppo e non mi gusto il libro come lo gradirei invece se fossi totalmente concentrata su di esso.

10. Ci sono così tanti nuovi libri che escono e moriresti per leggerli! Quanti ne compri?

Quelli che più mi "servono". Per esempio, i libri di una saga della quale ho già tutti gli altri. Oppure un libro di un autore che già conosco e che già mi piace, dato che so che non ne rimarrò delusa. Cerco di prendere lo stretto indispensabile!

11. Dopo che hai comprato dei nuovi libri non vedi l'ora di leggerli. Ma quanto stanno nella libreria prima che tu inizi a leggerli?

Taaaaanto tempo. Be', se per una settimana ho letto tutti i libri di una saga, appena ho l'ultimo lo leggo subito, anche perché se no rischio di dimenticarmi gli altri. Altrimenti un po' di tempo ci stanno. Ma dipende, ripeto. Se non ho altri libri da leggere (e qui mi collego alla domanda numero uno) lo leggo subito, altrimenti un po' ci sta sulla libreria. 




Ta-da-da-da-daaa! Tag finito. Che dite, vi è piaciuto? A me moltissimo!
Che bello ragazzi, sta arrivando Natale *-*
Per me Natale = neve = cibo buono = regaliii = freddo = tanto tempo per leggere = ho già detto regali?!

Se fate anche voi questo tag linkatemi il link del vostro post, lo leggerò di sicuro!
A presto,
Sara.

venerdì 21 novembre 2014

A caccia di libri #28 + Qualche cosina che potrebbe interessarvi



Ciao a tutti! Quanto teeeeeeeempo. Blablabla. Le scuse sono sempre le stesse. Quindi ritengo inutile ripeterle ancora e ancora.
Non ho abbandonato il blog. Sono qui. Controllo il sito. Rispondo ai messaggi che mi inviate. Ci sono. Ricordatelo, vi prego.
Anzi, faccio prima a dirvi così: sono il gatto di S
chrödinger.

A caccia di libri è una rubrica a cadenza casuale ideata da me dove vi parlerò dei libri che ho acquistato. Potranno essere in formato cartaceo come no.

Anche se faccio fatica a leggerli, i libri arrivano sempre. Non smetterò mai, già.
Ma questo è un mese di uscite importanti. Cavolo, sono usciti due libri di Cassandra Clare qui in Italia!
Di uno ve ne parlerò tra poco, mentre dell'altro... meh... La trama non mi attira per niente e ho visto che le recensioni non sono molto positive! Mi sembra più "da bambini", come Eragon per intenderci, non penso che sia young adult. 

Ma bando alle ciance e parliamo di uno dei personaggi che ho amato di più fin da quando ne ho letto per la prima volta, ovvero...

TITOLO: Le cronache di Magnus Bane
AUTRICI: C. Clare, M. Johnson, S. R. Brennan
GENERE: Fantasy/YA
EDITORE: Mondadori

PAGINE: 501 
PREZZO: 18,00
TRAMA: Chi è davvero Magnus Bane? È forse l'individuo misterioso che s'insinua nelle trame della Rivoluzione francese, o lo strampalato europeo che crea scompiglio in un remoto Perù dell'epoca coloniale, o il venditore di alcolici che sfida il proibizionismo nella Manhattan degli anni Venti? E se invece fosse soltanto un giovane alla moda, sempre pronto a scendere in pista nelle discoteche più elettrizzanti nella New York degli anni Settanta? Cassandra Clare ci accompagna attraverso luoghi ed epoche affascinanti alla scoperta dei retroscena più avvincenti del passato di Magnus Bane, eclettico e inafferrabile personaggio che ha vissuto mille vite in una, tutte legate da un filo rosso: la perenne lotta tra la forza dell'amore e quella del destino, a cui nessuno può opporsi, neppure il Sommo Stregone degli Shadowhunters. Con il racconto inedito "La segreteria telefonica di Magnus Blade".

[Per chi non lo sapesse, "Le cronache di Magnus Bane" sono una raccolta di racconti su Magnus e sulle sue avventure.]
Vogliamo parlare di quanto sia figo Magnus Bane? Nah, penso che sia scontato. Non vedo l'ora di leggere i racconti che mi mancano. Ne ho letti solo tre o quattro e non sto più nella pelle. Sono sicura che mi piacerà, lo so perche ne ho già dato un assaggio.
Commento alla copertina: sono super-felice di questa copertina. È m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-a. Perfetta. Per una volta è più bella dell'originale. America? Tiè.

Titolo: Break, ossa rotte
Autrice: Hannah Moskowitz
Genere: Narrativa
Editore: Giunti
Pagine: 288
Trama: Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.

Sono finalmente riuscita a prendere Break! Non ho molto da dire a riguardo: spero solo che sia all'altezza delle mie aspettative. E spero anche che arrivi in ottime condizioni. L'ultima volta Amazon mi ha fatto un brutto scherzetto, facendo arrivare un libro -non per me- in pessime condizioni...




Uuuuh, da cosa iniziare. Facciamo una bella cosa. Ora divido in sezioni le cose di cui voglio parlare. Iniziamo!

1. La Challenge "100 libri in un anno". Uhg. Non penso di farcela. Ho puntato troppo in alto, non tenendo conto della scuola che ho scelto. Mi sa che arriverò sì e no a 60. È solo che è così difficile, non mi ero ancora resa conto quanto tempo dedicavo veramente alla lettura. Ora purtroppo ne sono più consapevole. E mi dispiace davvero tanto non potercela fare. Pazienza, ci riproverò. Nel 2015 sicuramente abbasserò l'obiettivo. Intorno ai 60, penso.

2. Wolverine. Non so di preciso ho deciso di parlarne proprio con voi. Forse perché se mi azzardo a farne parola ancora una volta con mia madre mi ammazza. È solo che sono così triste. Vi rendete conto? Wolverine è morto. MORTO. È come se il vostro personaggio preferito di sempre morisse. Quando l'ho scoperto, sono stata seriamente male. So che potrebbe risultare ridicolo per alcuni, ma per me è stato davvero orribile. Davvero. Ok, ora mi metto a piangere.

2,5. Ritorno al fandom. Sono tornata finalmeeeeente sul fandom degli della Marvel. Sono finalmente tornata a casa. Ah, che bello. Uh, una cosa: ho aggiornato persino la mia fanfiction sugli X-Men. Se sei curioso di leggerla clicca qui per leggere il primo capitolo!

3. Mockingjay è al cinema! Questo forse potrebbe interessare a qualcuno di voi. Ieri è uscito al cinema "Il canto della rivolta" e TUTTI STANNO ANDANDO A VEDERE MOCKINGJAY MENTRE IO SONO QUI CHE DEVO STUDIARE MATEMATICA DITEMI PERCHÈÈÈÈÈÈ

4. La tomba di Alessandro?! Questo sì che è un argomento interessante. Il 13 ero a scuola, tranquilla. Un giorno come tutti. Poi improvvisamente, mentre sfoglio La Stampa, BUM! Ecco L'articolo. "Tomba ad Amphipolis, spunta un corpo - un sarcofago con resti umani rilancia l'illazione: è Alessandro Magno?". Ecco a voi il titolo ed il sottotitolo dell'articolo. Subito sono schizzata dalla sedia. Ma purtroppo leggendo l'articolo mi sono resa conto che non c'è nulla di certo... come sempre. Cito testualmente: "Nessuno osa per ora pronunciare il nome di Alessandro Magno". Già. Finisce sempre così. E pensare che io ci speravo tanto. Ma quando diventerò archeologa leggerete il mio nome sui giornali, in prima pagina, sotto al titolo "Trovata la tomba di Alessandro Magno! Migliore scoperta archeologica dal 1922!"--- Okay, okay, basta sognare.

Sì, penso che la lista di cose che dovevo dirvi sia finita. Come se fossero poche! Scusate ma mi ci voleva proprio.
Spero di non avevi annoiato! Che libri avete acquistato voi in questo ultimo mese? Cosa succede nella vostra vita? Fatemelo sapere scrivendolo in un commento o inviandomi una mail all'indirizzo maidsarachan@gmail.com, sarò entusiasta di rispondervi.
A presto (uhg),
Sara.

lunedì 3 novembre 2014

A caccia di libri #27



Buonasera a tutti! Oggi sono qui con voi con il primo appuntamento di una nuova rubrica: "A caccia di libri". Come però potete ben vedere non ho scritto #1 ma #27, dato che è come se avessi cambiato il titolo a "In My Mailbox"! 


A caccia di libri è una rubrica a cadenza casuale ideata da me dove vi parlerò dei libri che ho acquistato. Potranno essere in formato cartaceo come no. 

Anche se non ho praticamente tempo nemmeno per guardarmi allo specchio (giuro), ho preso qualche libro che era da un po' che tenevo sott'occhio. Tra cui un libro in particolare, che fa parte della mia never-ending wishlist da SEMPRE, ovvero...


TITOLO: Delirium
AUTRICE: Lauren Oliver
GENERE: Paranormal
EDITORE: Piemme 
PAGINE: 441
TRAMA: Nel futuro in cui vive Lena, l’amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un’operazione che li priva della possibilità di innamorarsi.
Lena non vede l’ora di essere “curata”, smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all’operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari a Lena capital’impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l’importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita...

Solo Dio sa da quanto tempo voglio questo libro. Finalmente sono riuscita a prenderlo. Miracolo! L'ho acquistato in inglese, dato che in italiano (come cartaceo) è praticamente introvabile (o almeno, io non l'ho trovato). Ho sentito dire che non è poi così difficile da leggere in inglese e quindi ho deciso di dargli una chance. Spero solo di non aver fatto la scelta sbagliata!



TITOLO: Drow
AUTORE: Simon Rowd
GENERE: Paranormal
EDITORE: CreateSpace Independent Publishing Platform
PAGINE: 476
TRAMA: Per Eric Arden il buio non esiste. Non è mai esistito. I suoi occhi vedono nell’oscurità come in pieno giorno. Un potere oscuro e inquietante, di cui non conosce l’origine. Eppure, è qualcos’altro a spaventarlo: un istinto aggressivo che non riesce a dominare, legato in qualche modo all’incubo che tormenta le sue notti. Una visione oscura da un passato ignoto, parte di un segreto che da sempre porta dentro di sé. Quando, al campus dell’università, i suoi occhi incrociano lo sguardo dolce e sensuale di Sophie, si scatena un’attrazione travolgente che nemmeno una guerra invisibile tra razze secolari riuscirà ad arrestare. Davanti a Eric si schiuderanno le porte di un mondo sconosciuto. Un mondo cui scopre, suo malgrado, di appartenere e che lo trascinerà di fronte alla scelta più difficile che abbia mai dovuto affrontare: assecondare la sua vera natura o combatterla per la ragazza che ama. 

Ma avete letto la trama di questo libro? WOW. Tanto misteriosa quanto intrigante. Sicuramente sarà un libro particolare, anche se ancora non posso dire se non so ancora dire se in senso buono o no...



TITOLO: La prima cosa bella
AUTORE: Dante B.
GENERE: Narrativa (Romantico)
EDITORE: Autopubblicato
PAGINE: 275
TRAMA:«Esiste solo l'amore non corrisposto» questa è la convinzione di Dante Berlinghieri, 21 anni, nerd appassionato di cinema e fumetti. Tra una birra nel solito posto, un esame all'università e una sosta in fumetteria la sua vita scorre più o meno tranquilla. Ma una sera come tante, in uno dei soliti posti, arrivano anche le ragazze e da quel momento il mondo di Dante verrà completamente capovolto. Si ritroverà promosso al ruolo di regista, in un film amatoriale; innamorato perso di una ragazza che non lo considera; oggetto dell'affetto di una ragazza che lui non considera. Pronto a correre per il gran finale sullo sfondo del carnevale di Venezia.
In questa biografia fantasy, tra le scene dei suoi film preferiti, Dante scopre che nulla è come sembra. Amor ch'a nullo amato amar perdona... porco cane!

Sinceramente ho comprato questo libro su Amazon perché era gratis (avevano momentaneamente abbassato il prezzo, ora ho controllato ma stranamente nemmeno c'è più), ma poi leggendo la trama e qualche recensione qua e là ho scoperto che a quanto pare non è poi così brutto. Ma io non ho l'ancora letto, quindi si vedrà!



TITOLO: La Divina Commedia (Inferno)
AUTORE: Dante Alighieri
GENERE: Classico
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 1179
TRAMA: Iniziato con ogni probabilità nel 1306-07, l'Inferno è la prima delle tre cantiche che compongono la Commedia dantesca. In questi trentaquattro canti il poeta racconta l'inizio del suo viaggio ultraterreno, a partire dallo smarrimento nella "selva oscura", dove incontra il poeta latino Virgilio che sarà sua guida, giù giù per i diversi gironi, fino all'orrenda visione di Lucifero e quindi alla faticosa risalita "a riveder le stelle". Un itinerario nell'animo umano lungo il quale Dante incontra decine di indimenticabili personaggi, alle cui tristi vicende egli sa guardare con fermo giudizio ma anche con una suprema pietas che è forse il maggior segno del suo profondo atteggiamento di estrema modernità.

Anche se non penso che sia necessario un commento, vi spiego i motivi per cui ho preso questo libro.
1. In casa mia non ce n'è nemmeno una copia, quando per esempio ho tre copie de "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde" (due in italiano, una in inglese).
2. Ogni Lunedì sera vado in biblioteca nella città vicino alla mia e si tiene una breve lezione su un canto della Commedia. Per esempio, questa sera si terrà una "micro-lezione" sul canto XVIII dell'Inferno. Per dire.
3. Forse la sottoscritta si è invaghita del ragazzo che ogni volta recita a memoria il canto e lo commenta.


Ed ecco finita la carrellata dei libri che ho comprato!
Ed invece voi cosa avete trovato a caccia?
A presto,
Sara.

sabato 25 ottobre 2014

Top five #1 - I cinque libri che non riesco a credere di non aver ancora letto



Buongiorno a tutti. È da un po' che non ci si sente, vero? Spero davvero di riuscire ad essere più presente nelle prossime settimane. Le prime verifiche sono andate, e quindi ho un po' più di tempo per fare ciò che voglio (in più oggi è sabato, finalmente mi rilasso un po'). Oggi vi presento il primo appuntamento con la "nuova" rubrica Top Five.

Top Five non è altro che una rielaborazione della rubrica "Top Ten Tuesday" creata dalle autrici del blog The Broke and the BookishOgni volta sceglierò un argomento (esempio: i libri con la copertina più bella, i libri più brutti...) e vi parlerò di cinque libri inerenti a quel discorso. 

L'argomento di oggi è: i cinque libri che non riesco a credere di non aver ancora letto.
Ci sono dei libri che sono come un perno fisso nella mia testa, e ogni volta che ci penso mi viene da dire: "Non riesco a credere di non averlo ancora letto!"
Così oggi vi presento i cinque libri che sono sempre nella mia testolina e che se tutto va bene leggerò tra vent'anni. Iniziamo!


#1 Le Cronache di Narnia, di C. S. Lewis.
L'unico libro fantasy che mi fa ripetere la frase di cui vi stavo parlando è questo. Ho visto i film, ma mi hanno detto che leggere i libri è una cosa totalmente diversa. L'autore stesso dice che ha scritto questi libri principalmente "per i bambini", cosa che io associo a "Stardust" di Neil Gaiman, libro che tra l'altro mi era piaciuto molto, quindi penso che potrei assolutamente gradire la lettura di queste cronache. Lo svantaggio di questa saga è che è formata da molti libri e che nel totale viene fuori un bel numero di pagine...


TITOLO: Le cronache di Narnia
AUTORE: C. S. Lewis
GENERE: Fantasy
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 1168
TRAMA: Viaggi fino alla fine del mondo, creature fantastiche, epiche battaglie tra il bene e il male: cosa avrebbe potuto aspettarsi di più un lettore? Scritto nel 1949 da C.S. Lewis, "Il leone, la strega e l'armadio" inaugurò la serie dei sette volumi che sarebbero divenuti celebri come "Le Cronache di Narnia". Un capolavoro che trascende il genere fantasy, ormai riconosciuto tra i classici della letteratura inglese del Novecento. Un'incredibile girandola di personaggi (fauni, ninfe, streghe, animali parlanti, eroici guerrieri), per il ritmo incalzante dell'avventura, ma anche per l'insolito spessore che tradisce l'immensa cultura di un autentico scrittore, capace di attingere dalla vasta letteratura inglese quanto dalle allegorie dantesche. 
#2 Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar.
Considerato dalla BBC uno dei 100 libri da leggere prima di morire (qui potete vedere i titoli), mi è stato parlato molto molto bene di questo libro, anche se è difficile da capire e dato che non sembra assolutamente quel che è. Prima o poi lo leggerò!

TITOLO: Memorie di Adriano
AUTRICE: Marguerite Yourcenar
GENERE: Romanzo Storico
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 350
TRAMA: 
Giudicando la propria vita di uomo e l'opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell'umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. "Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo" afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l'intelligenza e la volontà.



#3 Dracula, di Bram Stoker.
Ho questo libro. Voglio leggerlo. Ne sento sempre parlare. Il genere mi prende tantissimo. E secondo voi l'ho letto? No. Perché?! Non chiedetelo a me.

TITOLO: Dracula
AUTORE: Bram Stoker
GENERE: (Classico) Horror
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 528
TRAMA: Dracula di Bram Stoker è l'ultimo grande romanzo gotico e al tempo stesso, forse, il più famoso: spettrale, altero, spietato e sottilmente erotico, il pallido conte (il cui nome è ormai sinonimo di vampiro) appartiene alla schiera dei personaggi che entrano a far parte dell'immaginario collettivo, impongono un genere, divengono un simbolo. "una figura", notava Thomas Wolf, "che costringe a confrontarci con misteri primordiali: la morte, il sangue, l'amore e i loro reciproci legami", cosicché "Il risultato cui Stoker perviene è questo: ci fa comprendere, attraverso la nostra esperienza, perché si dice che il vampiro sia invisibile allo specchio. Egli c'è, ma noi non lo riconosciamo, dal momento che il nostro stesso viso lo cela". Introduzione di Riccardo Reim. Filmografia a cura di Gianni Pilo.

#4 Cime Tempestose, di Emily Brontë. 
È nella mia libreria da più di un anno ed è considerato uno dei classici più belli che siano mai stati scritti insieme ad "Orgoglio e pregiudizio". Eppure non riesco a leggerlo. Ogni volta che lo prendo in mano, mi passa subito la voglia di leggerlo. Ma so che devo, è un mio dovere morale. Ce la farò?

TITOLO: Cime Tempestose
AUTRICE: Emily Brontë
GENERE: (Classico) Romantico 
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 400
TRAMA: 
Il trovatello Heathcliff e Catherine Earnshaw sono cresciuti insieme nelle brughiere selvagge che circondano Wuthering Heights, antica dimora lontana dalla civiltà e sferzata dalla furia degli elementi. Mentre le scorribande nella natura rinsaldano tra i due ragazzi un legame fortissimo, Hindley, il fratello di lei, prende a detestare l’usurpatore. Il matrimonio di Catherine con lo scialbo aristocratico Edgar Linton fa deflagrare il desiderio di vendetta di Heathcliff e alimenta odi feroci e violente passioni tra i membri delle due famiglie. Quando fu pubblicato, il romanzo sconvolse per la raffigurazione della crudeltà fisica e mentale: in Cime tempestose i sentimenti possono essere soltanto estremi, come il paesaggio che li ha nutriti. L’amore tra Heathcliff e Catherine resiste agli anni e alle tragedie e distrugge tutti coloro che trova sulla sua strada.


#5 Piccole Donne, di Louisa M. Alcott
Nonostante io abbia visto qualcosa come due film diversi e diverse puntate a cartone basate su questo libro, non l'ho mai letto. Non so davvero perché! In più a casa penso di avere tre diverse edizioni di questo libro: una con i disegni, una un po' più da bambini mentre una "seriosa". Prima o poi arriverà il momento anche di questo libro... Speriamo!

TITOLO: Piccole donne
AUTRICE: Louisa M. Alcott
GENERE: Classico
EDITORE: Newton Compton
PAGINE: 350
TRAMA: Ci sono dei libri che fanno scalpore, poi vengono dimenticati. Altri sopravvivono al passare degli anni: sono i classici. Uno di questi è Piccole donne: racconta la crescita di quattro sorelle adolescenti nell'Ottocento americano, un tempo lontanissimo dal nostro, apparentemente molto diverso. Eppure le sorelle March parlano il nostro linguaggio, vivono le stesse nostre emozioni. Il libro ebbe un successo immediato quando uscì e oggi è considerato un classico della letteratura per l'infanzia, consigliato dagli insegnanti e amato dai bambini.





E questa era la lista dei "libri che non riesco a credere di non aver ancora letto". Quali sono i vostri?
A presto,
Sara.